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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11400/2020 del 12/06/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (Ministero)

La controversia

Il richiedente aveva contestato il diniego dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria e della protezione umanitaria. Il Tribunale di Napoli aveva respinto l’opposizione contro il diniego amministrativo; la Corte d’appello di Napoli, con sentenza depositata il 7 marzo 2018, aveva rigettato l’appello. Aveva rilevato la genericità delle deduzioni, prive di collegamento con i presupposti delle forme di protezione invocate; aveva inoltre escluso, per l’Edo State in Nigeria, una situazione di violenza indiscriminata in un conflitto armato e ritenuto che la vicenda all’origine dell’espatrio avesse carattere strettamente privato. In Cassazione il ricorrente ha articolato cinque motivi, esponendo congiuntamente i primi tre: ha denunciato vizi di nullità e motivazione apparente o illogica, violazione degli artt. 112, 132 e 156 c.p.c. e dell’art. 111 Cost.; violazione della disciplina nazionale e unionale sul procedimento di asilo e sui rimedi effettivi; contestato la valutazione di credibilità, la mancata cooperazione istruttoria, l’applicazione dei criteri relativi alla protezione sussidiaria e umanitaria e l’attualità delle fonti informative; ha inoltre invocato norme in materia di non-refoulement e sostenuto di non avere familiari in Gambia che potessero prendersi cura di lui. La Corte ha osservato che il ricorso menzionava erroneamente il Gambia, mentre il richiedente proveniva dalla Nigeria, e ha ritenuto le censure genericamente formulate e prive di puntuale correlazione con la motivazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità delle censure e la loro mancata correlazione puntuale con la motivazione della Corte d’appello; ha evidenziato anche l’incongruo riferimento al Gambia, paese diverso dalla Nigeria indicata come paese di provenienza. Ha condannato il ricorrente a rimborsare al Ministero le spese del giudizio di legittimità, liquidate in euro 2.100, oltre alle spese prenotate a debito, e ha dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis se dovuto.

    In caso di inammissibilità del ricorso, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il pagamento dell’ulteriore contributo unificato, pari a quello dovuto per l’impugnazione, se dovuto.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le censure sono formulate in modo assolutamente generico e non sono puntualmente correlate alla motivazione del provvedimento impugnato.
  • La formulazione delle doglianze deve riferirsi alla concreta vicenda processuale; l’indicazione di un paese di provenienza diverso da quello risultante dagli atti costituisce un ulteriore indice di scollamento del ricorso dalla controversia, pur restando decisiva, nel caso, la generale mancanza di specificità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione

Testo integrale

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