Cassazione Penale, Sentenza n. 40591/2023 del 05/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per intervenuta prescrizione del reato. Ha ritenuto che, essendo maturato nel frattempo il termine massimo di prescrizione (indicato nel provvedimento al 10/06/2022, con fatto risalente al 10/12/2014), il reato è estinto e la condanna non può più essere eseguita. La memoria difensiva non ha apportato elementi nuovi rilevanti.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava la sentenza del 10/10/2022 con motivo unico: vizio di motivazione nella parte in cui la Corte d'appello non ha accolto i motivi aggiunti che denunciavano la nullità della sentenza per mancata effettiva conoscenza del procedimento da parte dell'imputato, dichiarato assente. Si sollevava inoltre il dubbio sulla effettiva instaurazione del rapporto tra difensore e assistito (richiamando principi relativi al difensore d'ufficio e alla rinuncia del mandato). La Corte di legittimità ha ritenuto il motivo non infondato ma non manifestamente infondato, perché denunciava violazione di norme processuali rispetto alle quali la Corte territoriale si era limitata a richiamare giurisprudenza secondo cui la rinuncia del difensore non revoca automaticamente l'elezione di domicilio.
Norme richiamate
Norma che individua il reato contestato; nel provvedimento è usata per datare il fatto (10/12/2014) utile al calcolo della prescrizione e per qualificare la fattispecie estinta per prescrizione al 10/06/2022
Sez. 3, Sentenza n. 3568 del 17/09/2018 (Rv. 274824 - 01)
Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui la rinuncia al mandato da parte del difensore di fiducia non comporta, di per sé, la revoca dell'elezione di domicilio operata dall'imputato
SS.UU., n. 39292/21
Decisione citata in relazione ai profili concernenti il difensore d'ufficio e all'effettiva instaurazione del rapporto difensore-assistito; utilizzata per sollevare dubbi sull'effettiva rappresentanza dell'imputato
Massime di principio
- La presenza o la rinuncia del difensore non revoca automaticamente l'elezione di domicilio: la comunicazione e le conseguenze processuali devono essere valutate caso per caso e non si dà per scontata la perdita dell'elezione di domicilio con la sola rinuncia del difensore
- Se si deduce mancata effettiva conoscenza del procedimento da parte dell'imputato (es. imputato assente), è necessario documentare in modo chiaro quale atto o omissione ha impedito la conoscenza e chiedere la declaratoria di nullità entro i termini e secondo le forme previste; l'assenza di valutazioni motivate da parte della corte territoriale può rendere il motivo non manifestamente infondato
- La prescrizione va calcolata partendo dalla data del fatto e tenendo conto di eventuali interruzioni o sospensioni: anche se il motivo del ricorso riguarda questioni processuali, il decorso della prescrizione può rendere il provvedimento annullabile senza rinvio se il reato si è estinto nel frattempo
- Quando si solleva un dubbio sull'instaurazione del rapporto difensore-assistito (per esempio per difensore d'ufficio), occorre portare elementi probatori specifici sull'assenza di conferimento dell'incarico o sulla mancata conoscenza degli atti da parte dell'imputato
- Se il motivo è non manifestamente infondato, la Suprema Corte può comunque esaminare la questione e, se sopravvenuta la prescrizione, annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato
- Le memorie aggiuntive che non apportano elementi nuovi rilevanti difficilmente influenzano l'esito del ricorso: è importante introdurre nei termini di legge fatti o prove nuove quando si intende modificare l'orientamento già espresso nel ricorso
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