Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36932/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Longhitano ha impugnato sostenendo violazione degli artt. 1 e 6 del D.lgs. 159/2011 denunziando motivazione apparente circa la sussistenza dell'attualità della pericolosità (contestando in particolare la qualificazione di 'latitanza' versus 'irreperibilità' e chiedendo valutazione specifica delle condotte 2021-2024). Arcodia ha impugnato sostenendo violazione del combinato disposto degli artt. 20 e 24 del D.lgs. 159/2011 e motivazione apparente con riferimento alla confisca di tre terreni, deducendo che gli acquisti risalgono a oltre 18 anni fa con risorse proprie o familiari e contestando l'onere probatorio posto a suo carico

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il ricorso in materia di misure di prevenzione patrimoniali sia ammesso in cassazione solo per violazione di legge e che qui le censure siano generiche o implichino una rivalutazione del materiale probatorio non consentita in sede di legittimità. In particolare la Corte ha confermato la motivazione della Corte d'appello su: a) la sussistenza e l'attualità della pericolosità di Longhitano, fondata su pluriennale dedizione al crimine, natura lucrogenetica dei reati, impiego illecito di società per accumulo e reimpiego di profitti e collegamenti esteri/latitanza relativi alla misura cautelare del 2022; b) la riconducibilità dei tre terreni a Longhitano attraverso l'intestazione fittizia ad Arcodia, avendo quest'ultima carenza di redditi e mancata prova documentale dell'effettiva disponibilità delle risorse dichiarate. Sono state confermate le statuizioni di merito (sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per Longhitano; confische di beni e somme come da decreto d'appello, con revoca parziale già operata dall'appello su alcuni fabbricati). I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.lgs. 159/2011 (Codice antimafia e delle misure di prevenzione)

    artt. 1, 6, 10, 20, 24, 27

    Usato quale quadro normativo per le misure di prevenzione: art.1/6 per definizione e accertamento della pericolosità (anche generica); art.10 e 27 per delimitare l'ammissibilità del ricorso per cassazione (impugnazioni ammesse solo per violazione di legge o motivazione inesistente/meramente apparente nei termini indicati dalla giurisprudenza).

  • Legge n. 1423/1956

    Richiamata in relazione all'obbligo del giudice d'appello di provvedere con decreto motivato; la mancanza di motivazione o motivazione meramente apparente è il profilo deducibile in cassazione.

  • Codice di procedura penale

    art. 606, lett. e); art. 616

    Art. 606 lett. e) (vizi sindacabili in cassazione) non consente sindacato dell'illogicità manifesta della motivazione per i provvedimenti di prevenzione; art.616 c.p.p. usato per imporre il versamento alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità dei ricorsi.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 24/2019

    Richiamata per i limiti e i criteri applicativi delle misure di prevenzione basate sulla pericolosità generica (necessità dei tre requisiti per i delitti lucrogenetici: abitualità, profitto effettivo, fonte rilevante di reddito).

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Sez. U n.33451/2014; Sez.1 n.6636/2016; Sez.5 n.8984/2022; Sez.5 n.182/2020

    Citazioni a supporto del principio che in cassazione contro provvedimenti di prevenzione è ammessa la censura per violazione di legge o per motivazione inesistente/meramente apparente e dei criteri per la dimostrazione della pericolosità e della scissione tra titolarità formale e disponibilità reale dei beni.

Massime di principio

  • I ricorsi per cassazione avverso provvedimenti applicativi di misure di prevenzione patrimoniali sono ammessi prevalentemente per violazione di legge; non è ammessa una libera rivalutazione del materiale probatorio in sede di legittimità.
  • Per accertare la pericolosità sociale (soprattutto generica) il giudice di merito deve ancorare la valutazione a elementi concreti e temporali: delitti commessi abitualmente in un arco significativo, profitti effettivi derivanti da tali delitti e rilevanza di tali profitti nella fonte di reddito dell'interessato.
  • La dimostrazione della fittizietà di intestazione può fondarsi su incoerenze reddituali del formalmente intestatario e mancanza di prove documentali (conti, accantonamenti, trasferimenti) a giustificazione degli acquisti; in assenza di prova documentale precisa, il giudice di merito può ritenere la riconducibilità al reale percettore dei profitti.
  • La distinzione tra 'irreperibilità' e 'latitanza' è rilevante: lo stato di latitanza (sottrazione volontaria a misura cautelare) può essere valorizzato ai fini dell'attualità della pericolosità; la mera irreperibilità nel procedimento di prevenzione non equivale automaticamente a latitanza.
  • La parte che contesta la riconducibilità patrimoniale (terzo intestatario) deve fornire prove concrete e datate (es. data di accensione dei conti, saldi, trasferimenti documentati, valore degli immobili dei terzi) per dimostrare la lecita provenienza delle risorse; la mancata produzione di tali elementi favorisce la statuizione di intestazione fittizia.
  • Se il ricorso è ritenuto generico o mira a una rivalutazione logico-fattuale dei fatti, la Cassazione può dichiararlo inammissibile e condannare alle spese e al pagamento alla Cassa delle Ammende.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.