Cassazione Penale, Sentenza n. 7008/2025 del 20/02/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza della Corte d'Appello di Firenze che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di rimessione in termini per proporre impugnazione avverso la sentenza del Tribunale di Pisa n. 2090/2019 (condanna per furto). Sostiene di aver appreso tardivamente della sentenza, che il difensore incaricato non aveva proposto impugnazione e che altri coimputati erano stati rimessi in termine, denunciando vizio motivazionale nella decisione impugnata perché la conoscenza del provvedimento non implicava automaticamente consapevolezza dell'assenza di impugnazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza dei requisiti formali e sostanziali del ricorso: i motivi non criticano puntualmente le argomentazioni poste a base della decisione impugnata e non enunciano in modo preciso le ragioni di diritto e i riferimenti alla motivazione della Corte territoriale. Inoltre, il ricorrente stesso ammette l'assenza delle condizioni per la rimessione in termini (art. 175 c.p.p., comma e bis) avendo avuto conoscenza della sentenza e difensore di ufficio che fu sostituito con successivo mandato. Perciò il ricorso è respinto come inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 175, comma e bis, cod. proc. pen.
La norma disciplina la rimessione in termini per l'impugnazione; richiede che la domanda sia proposta entro termini e con giustificato motivo per la perdita del termine. La Corte ha ritenuto assenti le condizioni per la rimessione poiché il ricorrente aveva conoscenza della sentenza e non ha fornito giustificazioni adeguate per il ritardo
art. 616, cod. proc. pen.
Consente la condanna al versamento di somme alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità o altre ipotesi previste; la Corte ha imposto il pagamento di euro 3.000 non essendo ravvisata alcuna esenzione
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. 6 n. 8700 del 21/1/2013 (Rv. 254584); Sez. U. n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017 (Galtelli, Rv. 268822)
Principi consolidati sul contenuto essenziale dell'atto di impugnazione: il ricorso deve contenere critica specifica e puntuale verso la motivazione dell'atto impugnato e indicare le ragioni di diritto. Tali principi, pur originariamente riferiti ad altri gradi, sono applicati anche al ricorso per cassazione quale metro di ammissibilità
Massime di principio
- Per ottenere la rimessione in termini per proporre impugnazione è essenziale provare tempestivamente la mancata conoscenza o giustificare adeguatamente il ritardo; la mera affermazione tardiva non è sufficiente
- La conoscenza del provvedimento da parte dell'imputato o del difensore incide negativamente sulla richiesta di rimessione se non è accompagnata da una valida giustificazione della tardività
- Il ricorso per Cassazione deve criticare specificamente le motivazioni della decisione impugnata e indicare chiaramente le ragioni di diritto: generiche doglianze comportano l'inammissibilità
- La remissione concessa ad altri coimputati non garantisce automaticamente lo stesso trattamento; ogni istanza va valutata sulla base delle circostanze individuali e delle prove documentali fornite
- Rischio di condanna alle spese e di pagamento alla Cassa delle Ammende se il ricorso è dichiarato inammissibile e non si ricade in ipotesi di esonero: valutare attentamente la fondatezza dell'impugnazione prima di proporla
- Consigli pratici: raccogliere e documentare immediatamente la data di notifica/conoscenza della sentenza, conservare prove di eventuali inadempienze del difensore, proporre tempestivamente istanza di rimessione e motivarla con elementi fattuali verificabili
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