Cassazione Penale, Ordinanza n. 17494/2026 del 14/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha rilevato l'evidente errore materiale e ha disposto la correzione dell'ordinanza n. 37825/2025, stabilendo che la somma corretta da indicare quale condanna al versamento in favore della Cassa delle ammende è euro 3.000 anziché euro 4.000. Ha inoltre disposto le conseguenti annotazioni in Cancelleria sull'originale del provvedimento.
Esito
Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)
La controversia
La decisione riguarda non un ricorso sul merito, ma la richiesta di correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza delle Sezioni Unite penali. Nell'ordinanza n. 37825/2025, deliberata il 10 luglio 2025 e depositata il 20 novembre 2025, risultava una discrepanza tra il testo della motivazione/dispositivo e il contenuto del ruolo di udienza: nel provvedimento era indicata una condanna al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro 4.000, mentre nel corrispondente dispositivo riportato sul ruolo di udienza era indicata la somma di euro 3.000. Il Pubblico Ministero ha chiesto la correzione dell'errore materiale ai sensi dell'art. 130 c.p.p.
Norme richiamate
consente la correzione degli errori materiali o di fatto contenuti nei provvedimenti del giudice quando l'inesattezza sia evidente e la correzione non comporti una rivalutazione del decisum.
Massime di principio
- L'errore materiale contenuto in un provvedimento della Corte di cassazione è emendabile quando risulti oggettivamente riconoscibile dal raffronto tra il testo del provvedimento e gli atti richiamati o il contenuto del ruolo di udienza.
- La correzione ex art. 130 c.p.p. è ammessa anche per rettificare l'importo della somma posta a carico della parte, quando l'errore sia meramente materiale e non incida sulla sostanza della decisione.
- La procedura di correzione dell'errore materiale non integra un riesame del merito, ma un intervento meramente rettificativo volto ad adeguare il provvedimento alla volontà effettivamente espressa dal giudice.
Come è indicizzato
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