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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 17426/2022 del 30/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Catania che aveva confermato la revoca, da parte del Tribunale di Ragusa, dell'ordinanza-ingiunzione e della pronunzia di attuazione ex art. 669 duodecies c.p.c. per avere il Cammalleri fatto installare il cambio nuovo presso un'officina diversa da quella indicata (Nuova Avir Service o altra officina autorizzata), ossia presso un'officina Renault. Il ricorrente deduceva che il provvedimento attuativo non specificava che l'espressione "altra officina autorizzata" dovesse essere interpretata come officina autorizzata esclusivamente da Iveco e sosteneva inoltre che l'officina che aveva eseguito l'intervento (Lo Bartolo) era comunque abilitata a riparare anche veicoli Iveco, alla luce anche del Regolamento CE 1400/2002 e della disciplina delle garanzie (art. 1512 c.c. e artt. 1490 ss. c.c.). Denunciava violazioni normative e errata interpretazione del provvedimento attuativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il 10o motivo di ricorso ritenendolo fondato: ha censurato la Corte d'Appello per avere interpretato apoditticamente l'espressione "altra officina autorizzata" come riferita esclusivamente ad officine autorizzate Iveco, senza fornire adeguata motivazione. La Corte ha affermato che il provvedimento attuativo del 3/7/2006 autorizzava la sola installazione di un cambio nuovo tramite la Nuova Avir Service S.r.l. o altra officina autorizzata e che da tale formulazione non deriva automaticamente l'obbligo che l'officina debba essere proprietaria di una specifica autorizzazione Iveco. Per questi motivi la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'Appello di Catania in diversa composizione per un nuovo esame, assorbendo il secondo motivo. Il giudice del rinvio dovrà altresì decidere sulle spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 669 duodecies c.p.c.

    provvedimento autorizzazione alla installazione, tramite la Nuova Avir Service s.r.l. o altra officina autorizzata, di un cambio nuovo

    Disciplina l'attuazione dei provvedimenti cautelari: l'attuazione e le relative modalità sono determinate dal giudice che ha emesso la misura; la formulazione testuale del provvedimento va rispettata e non può essere ampliata per mere inferenze. L'espressione 'altra officina autorizzata' non può essere automaticamente intesa come limitativa alle sole officine autorizzate del produttore se ciò non risulta espressamente dal provvedimento.

  • art. 1512 c.c.

    La garanzia di buon funzionamento è un patto contrattuale di risultato, autonomo rispetto alla garanzia per vizi degli artt. 1490 ss. c.c.; può garantire un risultato (buon funzionamento) ma richiede prova dell'esistenza del patto e della responsabilità, e il garante può esonerarsi dimostrando cause sopravvenute, caso fortuito o fatto del garantito.

  • artt. 1490 ss. c.c.

    La garanzia per i vizi pone in capo al venditore una forma di responsabilità che non equivale di regola a un'obbligazione di facere: il compratore non ha normalmente un'azione di esatto adempimento per ottenere la riparazione, salvo espressi impegni o ipotesi previste dalla legge.

  • Regolamento CE 1400/2002 (Decreto Monti)

    Richiamato nel giudizio come criterio rilevante per l'accesso alle riparazioni da parte delle officine: può consentire che officine convenzionate o autorizzate in senso più ampio eseguano interventi su veicoli di una determinata marca, tenuto conto delle norme sul mercato dei servizi e dei ricambi.

  • art. 474 c.p.c. e relative norme sull'esecutorieta'

    Richiamate a supporto della distinzione fra titoli esecutivi e provvedimenti cautelari: l'esecuzione di provvedimenti cautelari regolata dall'art. 669 duodecies non equivale automaticamente a una esecuzione fondata su titolo definitivo e le modalità di attuazione sono soggette al controllo del giudice che ha emesso la misura.

Massime di principio

  • La dizione testuale di un provvedimento di attuazione ex art. 669 duodecies c.p.c. è vincolante: non si possono trarre restringimenti interpretativi non motivati che aggiungano obblighi non espressi.
  • L'espressione "altra officina autorizzata" non va interpretata d'ufficio come riferita esclusivamente all'officina autorizzata del produttore, salvo che il provvedimento non lo specifichi chiaramente.
  • La garanzia di buon funzionamento ex art. 1512 c.c. è un impegno di risultato che deve essere provato e può coesistere con la garanzia per vizi; la sua esecuzione concreta dipende dai termini contrattuali e dalle autorizzazioni effettive previste dal contratto o dalla legge.
  • Le questioni inerenti all'attuazione di misure cautelari sono soggette al controllo e alla determinazione delle modalità da parte del giudice che ha emesso la misura; le contestazioni sostanziali sull'interpretazione del provvedimento rimangono di competenza del giudice di merito e devono essere motivate adeguatamente.
  • In situazioni analoghe, se si intende vincolare l'esecuzione a officine di una specifica marca occorre prevederlo espressamente nel provvedimento o nel contratto; in caso contrario l'acquirente che provvede alla riparazione può avere titolo a chiedere rimborso se la misura di attuazione legittima l'intervento e non impone limiti ulteriori.

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