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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 17401/2022 del 30/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza che aveva dichiarato la nullità della procura alle liti apposta a margine del ricorso per decreto ingiuntivo per illegibilità della sottoscrizione del conferente e aveva conseguentemente annullato il decreto ingiuntivo. La ricorrente sosteneva che il sottoscrittore fosse comunque individuabile come legale rappresentante (Luigi Spinato) e che la nullità fosse stata sanata con integrazioni successive (memoria del 4/7/2006) e con certificazioni di autografia nelle successive procure/comparse.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la sottoscrizione illeggibile sulla procura determina nullità relativa della procura stessa se mancano elementi sostitutivi (nome nel testo della procura, certificazione d'autografia valida, o indicazione di specifica carica idonea a identificare con certezza il sottoscrittore tramite documenti di causa o registro delle imprese). L'integrazione fornita con memoria del 4/7/2006 è stata ritenuta tardiva (non essendo la prima replica ai sensi dell'art. 157 c.p.c.) e quindi incapace di sanare la nullità. Pertanto la procura è rimasta nulla e l'atto cui accedeva è stato dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente alle spese.

Norme richiamate

  • art. 157 c.p.c.

    Regola che la nullità relativa della procura alle liti per vizi formali può essere tempestivamente eccepita dalla controparte con la prima difesa e che la parte istante è onerata di integrare l'atto con la prima replica; l'integrazione tardiva non sana la nullità.

  • art. 75 c.p.c.

    Articoli invocati dalla ricorrente per censurare la sentenza; la Corte non ha ritenuto provato un'errata applicazione di tale norma nel caso concreto.

  • art. 83 c.p.c.

    Articoli invocati nella censura di legittimità; la Corte non ha rilevato violazioni tali da giustificare la cassazione.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    Ground di cassazione invocato per presunta violazione di norme processuali; la Corte ha ritenuto il motivo infondato.

  • art. 182 c.p.c.

    Richiamato per affermare che, quando la nullità radicale o relativa della procura è tempestivamente eccepita, la parte deve immediatamente produrre la documentazione necessaria senza che sia necessario concedere un termine perentorio ex art.182; in mancanza la nullità diviene insanabile.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 (come modificato dalla L. n. 228/2012)

    Norma amministrativa richiamata per disporre l'eventuale ulteriore versamento del contributo unificato da parte della ricorrente; la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale integrazione contributiva.

Massime di principio

  • La firma illeggibile sulla procura alle liti comporta nullità relativa della procura quando non sia possibile identificare con certezza il sottoscrittore tramite il testo della procura, la certificazione d'autografia del difensore o l'indicazione di una specifica carica identificabile tramite documenti di causa o il registro delle imprese.
  • La parte avversaria deve eccepire tempestivamente (con la prima difesa) la nullità relativa derivante da firma illeggibile; fatto ciò, incombe alla parte che ha rilasciato la procura l'onere di integrare immediatamente l'atto (con la prima replica) fornendo la chiara indicazione del nome dell'autore della firma, pena la dichiarazione di nullità e l'inammissibilità dell'atto cui la procura accede.
  • Le integrazioni tardive (anche se fornite successivamente e contenenti il nome del sottoscrittore) non sanano la nullità se non avvenute nella forma e nei termini prescritti (prima replica ai sensi dell'art.157 c.p.c.).
  • La certificazione d'autografia resa dal difensore non è di per sé sufficiente a supplire all'assenza del nominativo del conferente quando dalla procura o dall'atto non risulti il nome o una funzione specifica che permetta l'identificazione certa del sottoscrittore.
  • Se la firma è illeggibile ma il nome del sottoscrittore risulta già dal testo della procura o è desumibile con certezza da indicazione di una specifica carica (e dalle risultanze del registro delle imprese), la procura può essere considerata valida nonostante l'illeggibilità.

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