Cassazione Penale, Sentenza n. 22931/2023 del 25/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorsi censurano la decisione di appello che aveva confermato, in parte, la condanna per falsità in atti pubblici (documenti di manutenzione e schede di terapia/cartelle cliniche) e truffa aggravata ai danni dell'ente pubblico. Petoletti deduceva, tra l'altro, carenza della qualifica di pubblico ufficiale, innocuità o grossolanità dei falsi, mancanza di apporto materiale concreto e assenza di danno ingiusto per la truffa. Sozio contestava l'affermazione della falsità delle firme sulle cartelle cliniche e sulle schede tecniche, la qualificazione di tali documenti come atti pubblici-certificatori e l'apporto concorsuale e il dolo a suo carico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso di Petoletti e fondato, in parte, quello di Sozio: ha condiviso la qualificazione dell'attività del centro convenzionato come servizio pubblico e la natura pubblica degli atti falsificati, ha ritenuto sufficienti gli elementi probatori a carico di Petoletti quanto alla responsabilità e al dolo, mentre ha ritenuto insufficiente la motivazione a fondamento della responsabilità penale di Sozio per le falsità contestate. Tuttavia, verificata l'estinzione per prescrizione dei reati commessi entro il 10 marzo 2015 (termine di prescrizione maturato il 12 febbraio 2023), la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per intervenuta prescrizione.
Norme richiamate
artt. 476-479 c.p. (falsità materiale in atto pubblico)
La Corte ha ritenuto applicabile la fattispecie ai documenti falsificati perché il centro, convenzionato con il SSN, svolge attività pubblica; le relazioni tecniche, le schede di terapia e le cartelle cliniche sono state valutate atti pubblici ai fini penali e quindi suscettibili di integrazione del reato di falso
art. 482 c.p. (falso ideologico o diversa qualificazione avanzata dalla difesa)
La difesa aveva prospettato ricondurre i fatti a diversa fattispecie; la Corte ha però confermato la qualificazione come falsità in atto pubblico in ragione del regime convenzionale e della funzione pubblicistica della struttura
La Corte ha ritenuto integrato il reato di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, identificando il danno come sviamento di risorse pubbliche e l'ingiusto profitto ottenuto dalla struttura convenzionata
art. 43 c.p. (concorso di persone nel reato)
Applicato per valutare il concorso dei soggetti nelle falsità; la Corte ha ritenuto che, con riferimento a Sozio, la motivazione non fosse sufficiente a dimostrare il suo apporto personale e il dolo necessario
art. 157 e 160 c.p. (prescrizione e calcolo dei termini)
La Corte ha calcolato il termine massimo di prescrizione (7 anni e 6 mesi) tenendo conto delle sospensioni, e ha rilevato d'ufficio l'intervenuta prescrizione che ha determinato l'annullamento senza rinvio
art. 49 c.p. (esclusione della punibilità per inidoneità del fatto)
La Corte ha escluso l'applicazione automatica dell'articolo: anche falsificazioni non perfette o con errori non escludono a priori l'idoneità ingannatoria; va valutata l'efficacia concreta del falso
art. 81 e 110 c.p. (concorso e responsabilità per fatti altrui)
Le norme sono richiamate nella ricostruzione dei rapporti di concorso. La Corte ha sottolineato che la posizione apicale può essere elemento indiziario ma non sostitutivo della prova dell'apporto materiale e del dolo
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n. 137 (trattazione scritta nel processo)
La trattazione scritta del procedimento in Cassazione è stata disposta in mancanza di richiesta di discussione orale, conformemente alla norma citata
Massime di principio
- Una struttura privata accreditata presso il Servizio Sanitario Nazionale che eroga prestazioni in convenzione può essere considerata svolgere una funzione pubblicistica: i suoi documenti rilevanti per il rapporto con l'ente pubblico possono assumere valore di atti pubblici ai fini penali
- La qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio può derivare dal ruolo e dalle funzioni esercitate nell'ambito di una struttura convenzionata; la posizione di amministratore o legale rappresentante può concorrere alla valutazione di tale qualifica
- La merito-prova sulla falsità e sulla firma apocrifa richiede accertamento peritale specifico: l'apposizione di firme apocrife deve essere provata con riferimento agli atti sui quali si fonda l'imputazione
- La sola posizione apicale o di garanzia non è sufficiente a fondare la responsabilità penale per reati commissivi senza elementi probatori sull'apporto materiale o sulla volontà consapevole di concorrere al fatto illecito
- La generica affermazione della 'non poteva non sapere' è insufficiente: la motivazione deve collegare compiutamente posizione, azioni specifiche e dolo
- Errori formali o parziali nella falsificazione non escludono automaticamente la punibilità; va valutata l'idoneità concreta del falso ad ingannare l'amministrazione
- Nei processi con sentenze di merito conformi (doppia conforme), la Cassazione ha limiti stringenti nel riesaminare i fatti; può però rilevare d'ufficio questioni di diritto e, se presenti, l'estinzione del reato per prescrizione
- L'intervenuta prescrizione estingue il reato anche se sussiste la responsabilità sostanziale; ciò può determinare l'annullamento senza rinvio della sentenza penale
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