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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42586/2023 del 18/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado e confermato la confisca ai sensi dell'art. 240-bis c.p. Il ricorrente ha dedotto: (i) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla determinazione della pena e al diniego delle attenuanti generiche, lamentando carenze nella motivazione circa la pena base e gli incrementi per continuazione e contraddizioni sulla valutazione della resipiscenza; (ii) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla confisca allargata ex art. 240-bis c.p., contestando la valutazione della sproporzione e l'applicazione di un canone temporale non ragionevole: ha prodotto una consulenza che, secondo il ricorrente, dimostrava che molti beni erano acquisiti in epoche non riconducibili al periodo rilevante, appartenevano a terzi o provenivano da fonti lecite (successioni, fatture, introiti societari), non giustificando quindi la sproporzione patrimoniale contestata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi relativi alla pena e al diniego delle attenuanti generiche, ritenendo la motivazione della Corte territoriale sufficiente e non meramente contestabile. Tuttavia ha accolto il motivo relativo alla confisca, ritenendo che la Corte d'appello non abbia previamente individuato un "ambito di ragionevolezza temporale" riferibile alle acquisizioni connesse al reato "spia" e non abbia adeguatamente valutato le allegazioni documentali sulla legittimità delle acquisizioni (date, modalità, intestazioni formali). Per tali ragioni la Cassazione ha annullato la parte della sentenza impugnata relativa alla confisca e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per un nuovo giudizio sulla confisca, mentre ha dichiarato inammissibile il ricorso nel resto.

Norme richiamate

  • art. 240-bis codice penale

    Disciplina la confisca per sproporzione (cd. confisca allargata) fondata sulla presunzione che taluni reati indichino l'esistenza di ulteriori attività illecite; richiede valutazione della sproporzione e possibilità di allegare/provare la legittimità della provenienza dei beni

  • Cass. Sez. U. n. 920 del 17/12/2003 (Montella)

    Sez. U. n. 920 del 17/12/2003, Montella, Rv. 226491

    Affermata la necessità, soprattutto per acquisti risalenti, che l'interessato produca elementi idonei a dimostrare la legittimità della provenienza dei beni; il giudizio deve considerare l'epoca degli acquisti

  • Corte Costituzionale, sent. n.33 del 2018

    Ha riconosciuto il principio della "fascia di ragionevolezza temporale" entro cui la presunzione di illecita accumulazione può operare, rimandando alla concrete caratteristiche del caso e al grado di pericolosità sociale del reato

  • Cass. Sez. U. n. 27421 del 25/02/2021 (Crostella)

    Sez. U. n. 27421 del 25/02/2021, Crostella, Rv. 281561

    Ha ribadito l'obbligo di verificare la ragionevolezza temporale anche per beni acquisiti dopo il reato 'spia' se giustificati da risorse finanziarie possedute prima; impone la precisa contestualizzazione temporale del fenomeno di accumulo illecito

  • Cass. Sez. 3 n. 28535 del 19/03/2014 (Lule)

    Sez. 3, n. 28535 del 19/3/2014, Lule, rv. 259899

    Sottolinea che per motivare il diniego delle attenuanti generiche non è necessario esaminare tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli, ma è sufficiente il riferimento a quelli ritenuti decisivi o rilevanti

Massime di principio

  • Quando si contesta una confisca ex art. 240-bis è fondamentale proporre e documentare puntualmente la "timeline" delle acquisizioni: data di acquisto, titolarità formale, documenti di spesa e fonti di provvista (successioni, fatture, contratti) per dimostrare la legittimità o l'anteriorità delle risorse.
  • Il giudice deve individuare e motivare un ambito di "ragionevolezza temporale" collegato al reato 'spia' prima di applicare la presunzione di illecita accumulazione; l'assenza di tale analisi può comportare l'annullamento della confisca.
  • Per i beni acquisiti dopo il reato 'spia' la confisca può comunque essere valutata purché si dimostri che le risorse utilizzate erano già disponibili anteriormente (documentazione bancaria, redditi, attivi societari).
  • Sul diniego delle attenuanti generiche il giudice non è tenuto a esaminare ogni singolo elemento favorevole: è sufficiente che motivi sulle circostanze ritenute decisive (gravità, reiterazione, assenza di segni convincenti di resipiscenza).
  • I ricorsi che si limitano a censurare in termini generici il giudizio di merito sulla pena o sulla congruità degli aumenti per continuazione rischiano di essere dichiarati inammissibili se non evidenziano specifici profili di illegittimità o vizio logico-giuridico.

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