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Cassazione Penale, Ordinanza n. 26148/2026 del 13/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha conseguentemente condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La condanna per bancarotta fraudolenta, confermata in appello, è rimasta quindi ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna di primo grado per bancarotta fraudolenta. Ha dedotto, con il primo motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dell'elemento oggettivo e soggettivo del reato, sostenendo in sostanza che la motivazione di merito fosse insufficiente; la Corte di cassazione ha però rilevato che si trattava di doglianze di merito non deducibili in sede di legittimità, già affrontate con argomenti ritenuti adeguati dai giudici di appello. Con il secondo motivo ha censurato la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione all'aumento di pena applicato per la continuazione, contestando il modo in cui era stato motivato l'incremento sanzionatorio; la Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, osservando che il giudice di merito aveva correttamente individuato il reato più grave, la pena base e gli aumenti per i singoli reati satellite, con motivazione sufficiente alla luce dei principi sulla continuazione e dei limiti dell'art. 81 c.p.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    In tema di reato continuato, il giudice deve determinare la pena complessiva individuando il reato più grave, fissando la pena base e motivando distintamente gli aumenti per ciascun reato satellite, in modo da consentire il controllo del rispetto dei limiti legali e del rapporto di proporzione tra le pene.

  • Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021, Pizzone, Rv. 282269

    È richiamato come principio di diritto secondo cui, nella continuazione, gli aumenti di pena per i reati satellite devono essere calcolati e motivati separatamente.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si risolvano in una mera rilettura del fatto o in doglianze di puro merito sulla ricostruzione dell'elemento oggettivo e soggettivo del reato, quando la motivazione di merito abbia già affrontato in modo congruo i punti controversi.
  • Nel reato continuato, la motivazione sulla pena deve dare conto non solo della pena base, ma anche degli aumenti per i singoli reati satellite, con un livello di approfondimento proporzionato all'entità degli incrementi.
  • La motivazione sugli aumenti ex art. 81 c.p. è sufficiente se consente di verificare il rispetto dei limiti legali e che non si sia surrettiziamente applicato un cumulo materiale di pene.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il primo motivo si limita a contestazioni fattuali non scrutinabili e il secondo motivo è manifestamente infondato perché la sentenza impugnata ha correttamente applicato i criteri di determinazione della pena nella continuazione.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioniContinuazione
RamiReati fallimentariProcesso penaleParte generale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentaleBancarotta preferenziale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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