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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25926/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Dopo la proposizione del ricorso, è pervenuta alla Corte dichiarazione formale di rinuncia all'impugnazione ai sensi dell'art. 589, comma 2, c.p.p. Per tale ragione il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 500,00 in favore della Cassa delle Ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava l'ordinanza di sequestro per l'ipotesi di lottizzazione abusiva. Principali doglianze: (1) errore di diritto nella valutazione dell'esaurimento delle volumetrie disponibili ai sensi del PRG e nella qualificazione del successivo Regolamento Urbanistico come mero strumento esecutivo anziché pianificazione generale; (2) violazione della legge regionale Basilicata n.23/1999 (art.16, comma 2) per aver confuso atti del vecchio PRG con meri strumenti esecutivi e per qualificare come progetto di secondo livello atti che sarebbero stati di edificazione diretta (planovolumetrico approvato con delibera di Giunta); (3) violazione degli artt. 25 e 34 del DPR 327/2000, sostenendo che il Comune non avrebbe ceduto l'area a trattativa privata ma in alternativa a un procedimento espropriativo; (4) vizio per sequestro su bene di terzo non coinvolto e senza prova di malafede o cooperazione fraudolenta idonea a configurare il reato, non sussistendo nemmeno il fumus commissi delicti per la mancata partecipazione di altri soggetti decisionali.

Norme richiamate

  • art. 589 comma 2 cod. proc. pen.

    art. 589 comma 2 cod. proc. pen.

    La rinuncia all'impugnazione da parte del ricorrente determina l'inammissibilità del ricorso che ne consegue; la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla base della rinuncia pervenuta.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'onere del condannato al pagamento delle spese del procedimento e prevede sanzioni pecuniarie quali la somma da versare alla Cassa delle Ammende; applicata per imporre alla ricorrente il pagamento delle spese e della somma di euro 500.

  • DPR 327/2000 artt. 25 e 34

    artt. 25 e 34 del DPR 327/2000

    Richiamati nel ricorso in relazione alle modalità di cessione dell'area e alle procedure espropriative/urbanistiche; la Corte non è entrata nel merito della loro interpretazione a causa della rinuncia all'impugnazione.

  • Legge Regionale Basilicata n. 23/1999 art. 16 comma 2

    legge regionale della Basilicata n. 23 del 1999 art. 16 comma 2

    Citata dal ricorrente per sostenere che il Regolamento Urbanistico avesse efficacia di pianificazione generale e non meramente esecutiva; la Corte non si è pronunciata sul punto per sopravvenuta rinuncia.

Massime di principio

  • La rinuncia formale all'impugnazione rende il ricorso inammissibile: se si intende proseguire vanno evitate rinunce o ritiri formali dell'impugnazione.
  • Quando il giudizio si estingue per rinuncia non si pronunciando sul merito: le questioni sostanziali (qualificazione degli strumenti urbanistici, fumus del reato, responsabilità di terzi) rimangono non valutate e devono essere riproposte in altri gradi/forme se si vogliono ottenere pronunce di merito.
  • In controversie urbanistiche/penali è essenziale documentare con precisione la natura degli strumenti urbanistici (PRG vs Regolamento Urbanistico vs atti di secondo livello) e la legittimità delle relative approvazioni amministrative, perché la qualificazione influisce sulla configurabilità del reato di lottizzazione abusiva.
  • Per contrastare un sequestro preventivo è necessario dimostrare il difetto del fumus commissi delicti e l'assenza di dolo o di cooperazione fraudolenta: allegazioni generiche non sono sufficienti; servono elementi probatori sulla condotta degli amministratori e sul procedimento di approvazione.
  • Se si contesta una cessione comunale come alternativa a un esproprio, occorre produrre atti processuali o amministrativi che dimostrino l'avvio dell'esproprio o la concreta alternativa, per evitare che la tesi sia respinta come mera ipotesi.
  • La presenza di funzionari privi di potere decisionale difficilmente configura da sola responsabilità penale per reati urbanistici: è necessario provare il ruolo decisionale o la cooperazione effettiva con soggetti competenti.

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