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Ordinanza

Ordinanza n. 1030/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto di revoca del modello 209 per lavoro subordinato rilasciato in data 16.07.2024 in favore del sig. Mia Md Tamjid, adottato dalla Prefettura di Napoli - sportello unico per l'immigrazione - in data 23.10.2025, notificato al ricorrente in data 21.01.2026, ad opera della Questura di Napoli che lo notificava al precedente difensore, a mezzo p.e.c..

Giustizia amministrativa202602081

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del modello 209 per lavoro subordinato, adottato dalla Prefettura di Napoli - Sportello unico per l'immigrazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto di revoca del modello 209 per lavoro subordinato, rilasciato in suo favore, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. La revoca era stata adottata dopo irregolarità accertate dalla Guardia di Finanza, che il ricorrente assumeva riconducibili esclusivamente al datore di lavoro. A sostegno della domanda cautelare sono stati prodotti il modello UNILAV e le buste paga relative al periodo agosto-ottobre 2024, nonché documentazione concernente un ulteriore rapporto di lavoro, risultante da UNILAV del 12 settembre 2025 e da buste paga, instaurato prima dell'adozione del provvedimento impugnato. Il ricorrente ha quindi evidenziato la propria effettiva occupazione e la possibilità di ottenere un titolo di soggiorno con un diverso datore di lavoro o per attesa occupazione.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia del decreto di revoca. Nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, il Collegio ha ritenuto verosimilmente comprovata l'effettiva instaurazione ab origine del rapporto di lavoro indicato dal ricorrente, sulla base del modello UNILAV e delle buste paga, rilevando che le irregolarità accertate dalla Guardia di Finanza sembravano riferibili esclusivamente alla sfera del datore di lavoro. Il giudice ha inoltre attribuito rilievo al reperimento di una ulteriore occasione lavorativa, documentata e anteriore all'adozione del provvedimento. Tali circostanze avrebbero dovuto indurre l'Amministrazione a valutare il rilascio di un titolo di soggiorno con il nuovo datore di lavoro oppure per attesa occupazione. Il merito è stato rinviato all'udienza pubblica del 24 marzo 2027. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare collegiale, all'esito di una sommaria delibazione, con sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la documentazione costituita da comunicazioni obbligatorie di instaurazione del rapporto di lavoro e buste paga può essere valorizzata come elemento idoneo a comprovare, in via sommaria, l'effettività del rapporto lavorativo dello straniero.
  • Quando le irregolarità accertate nell'ambito del rapporto di lavoro risultano riconducibili esclusivamente al datore di lavoro, l'Amministrazione deve valutare se esse possano legittimare la revoca del titolo nei confronti dello straniero, tenendo conto della sua posizione individuale.
  • Prima di revocare un titolo collegato a uno specifico rapporto di lavoro, l'Amministrazione deve considerare documentati rapporti lavorativi successivi o ulteriori occasioni occupazionali già esistenti alla data del provvedimento, verificando la possibilità di rilascio di un titolo con diverso datore di lavoro o per attesa occupazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoria

Testo integrale

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