Cassazione Penale, Sentenza n. 10355/2025 del 14/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Tassetti era stato rinviato a giudizio per l'incendio doloso del capannone della Europallets S.r.l. del 12/12/2013; condannato in primo grado a 6 anni, la Corte d'appello aveva ridotto la pena e la Cassazione, con sentenza del 7/7/2023, aveva annullato per manifesta illogicità della motivazione rimandando per nuovo giudizio. In sede di rinvio la Corte d'appello di Brescia, con sentenza del 13/06/2024, ha rideterminato la pena in 5 anni e ha confermato il resto delle statuizioni; Tassetti ha ricorso in Cassazione lamentando: mancato rispetto delle indicazioni della Corte di cassazione sul confronto con le prove di alibi, eccessiva valorizzazione delle intercettazioni ambientali (compresa l'interpretazione della prima persona nelle conversazioni), irrilevanza della nuova perizia, e illogicità sull'accertamento della capacità dell'imputato di scavalcare una cancellata (nonostante le sue menomazioni agli arti inferiori e alla mano destra).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha richiamato il principio secondo cui, quando l'annullamento è motivato da manifesta illogicità della motivazione, il giudice del rinvio ha pieni poteri di cognizione e può riconsiderare i fatti purché fornisca motivazione adeguata e non si fondi sugli stessi argomenti già ritenuti illogici. Ha ritenuto che la Corte d'appello, in sede di rinvio, abbia disposto una nuova perizia linguistica sulle intercettazioni, abbia ricostruito in modo dettagliato i movimenti e le conversazioni e abbia adeguatamente motivato il rigetto delle prove d'alibi e la valutazione delle capacità fisiche dell'imputato (valorizzando anche l'uso abituale di moto trial). Perciò il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili come liquidate in dispositivo; resta confermata la condanna alla pena stabilita dalla Corte d'appello (anni cinque di reclusione) e le altre statuizioni già disposte.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Usato per indicare la forma di esposizione dei motivi di ricorso nella cassazione; in concreto si segnala che i motivi sono stati riportati ai sensi di tale disposizione.
principio giurisprudenziale sull'effetto dell'annullamento con rinvio per vizio di motivazione
La Corte ricorda che l'annullamento per manifesta illogicità travolge gli accertamenti e attribuisce al giudice del rinvio pieni poteri di cognizione: il giudice può rivedere i fatti e giungere a conclusioni diverse purché fornisca una motivazione adeguata e non si basi sugli stessi argomenti già censurati come illogici dalla Corte di cassazione.
Massime di principio
- Dopo un annullamento per vizio di motivazione la corte di rinvio ha piena libertà di rivalutare le prove e può confermare la responsabilità solo se fornisce nuova, autonoma e coerente motivazione che risolva i punti indicati dalla Cassazione
- Le intercettazioni possono costituire elemento decisivo se la loro interpretazione è supportata da perizia e integrata con il resto del compendio probatorio; il giudice deve però contestualizzare e confrontarle specificamente con le prove di alibi
- Una prova di alibi deve essere affrontata in modo puntuale: non è sufficiente affermare genericamente che non è incompatibile con la presenza dell'imputato sul luogo del reato, ma il giudice deve spiegare perché ritiene inattendibili o insufficienti le dichiarazioni che la sostengono
- Le valutazioni sulla capacità fisica dell'imputato (es. ostacoli materiali come una cancellata) possono essere superate da elementi di prova concreti che dimostrino l'abilità dell'imputato (es. abitudine a moto trial), purché il giudice motivi chiaramente la valutazione
- Il controllo di legittimità della Cassazione sulla motivazione ha ad oggetto la coerenza, la completezza e la logicità dell'iter argomentativo, non la rinnovazione del sindacato di merito sulla attendibilità intrinseca delle prove
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