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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24363/2026 del 02/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva confermato la condanna per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Con il primo motivo si deducevano violazione di legge e vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità per ricettazione, sostenendo in sostanza che i giudici di merito avessero erroneamente valorizzato gli elementi probatori sulla provenienza delittuosa dei beni rinvenuti nella disponibilità dell'imputato. Con il secondo motivo si contestavano violazione di legge e vizio di motivazione sulla configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale, assumendo che la condotta fosse mera fuga e non resistenza penalmente rilevante.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il primo motivo mirasse a una rivalutazione del materiale probatorio, attività preclusa in sede di legittimità, e che la motivazione della sentenza impugnata fosse congrua nel ricostruire la provenienza delittuosa dei beni e la loro corrispondenza con quelli oggetto di furto. Quanto al secondo motivo, la Corte lo ha reputato sostanzialmente riproduttivo di censure già esaminate e disattese, osservando che la condotta dell'imputato non si era esaurita in una fuga passiva, ma aveva messo in pericolo l'incolumità dei militari e degli altri utenti della strada, integrando così la resistenza a pubblico ufficiale. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    La condotta che non si limiti alla mera sottrazione all'atto dovuto del pubblico ufficiale, ma ponga in pericolo l'incolumità dei militari o di terzi, integra il delitto di resistenza a pubblico ufficiale.

  • art. 648 c.p.

    La responsabilità per ricettazione è stata ritenuta correttamente affermata sulla base della provenienza delittuosa dei beni e del loro rinvenimento nella disponibilità dell'imputato, come desunta dagli elementi probatori valorizzati dai giudici di merito.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentita una mera rivalutazione del compendio probatorio già apprezzato dai giudici di merito, quando la motivazione della sentenza impugnata sia esente da vizi logici o giuridici.
  • In tema di ricettazione, la prova della provenienza delittuosa della cosa e della sua disponibilità in capo all'imputato, se adeguatamente motivata dal giudice di merito, non può essere censurata in cassazione come semplice dissenso sulla valutazione delle prove.
  • Il reato di resistenza a pubblico ufficiale può essere integrato anche da una condotta di fuga o sottrazione all'atto dovuto quando essa non sia meramente passiva, ma sia accompagnata da una concreta messa in pericolo dell'incolumità di pubblici ufficiali o di terzi.
  • Sono inammissibili in cassazione le censure che si limitino a riproporre questioni già specificamente affrontate e disattese in appello senza evidenziare reali vizi di legittimità della motivazione.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioReati contro la PAProcesso penale
IstitutiOnere della prova

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