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Sentenza

Sentenza n. 1227/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: 1) del provvedimento Prt.G. 0035437/2025 - I - 24/06/2025 del Comune di San Giorgio a Cremano, avente a oggetto “trasmissione verbale di gara n. 1”, nell’ambito della procedura per il Servizio annuale di smaltimento/recupero dei rifiuti biodegradabili (CER 20.01.08 e CER20.02.01) provenienti dalla raccolta differenziata della Città di San Giorgio a Cremano (NA) - Codice gara: G00830 - CIG: B6EAE1ABF4; 2) del provvedimento del Comune di San Giorgio a Cremano Prt.G. 0037237/2025 - I - 03/07/2025, avente a oggetto “istanza di riesame in autotutela del 30.06.2025 CIG B6EAE1ABF4”; 3) dei chiarimenti resi dal RUP del Comune di San Giorgio a Cremano in data 16 giugno 2025, anche se non pubblicati; 4) ove e per quanto occorra, del disciplinare di gara, del connesso bando e della lex specialis, con particolare riguardo alle previsioni concernenti i requisiti speciali di partecipazione (articolo 2); 5) dei verbali di gara relativi alla verifica amministrativa; 6) del conseguenziale provvedimento di aggiudicazione, eventualmente intervenuto nelle more del presente giudizio; 7) di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguenziale; nonché per il risarcimento di tutti i danni patiti dalla ricorrente per l’illegittimo e colposo operato dell’intimata Amministrazione; per la declaratoria d’inefficacia del contratto di appalto, qualora nelle more intervenuto (ovvero qualora dovesse essere sottoscritto in costanza del presente giudizio), con richiesta di subentro della ricorrente;

Giustizia amministrativa202503635

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esclusione dalla gara e successivi atti della procedura, inclusa l'aggiudicazione del servizio a un'altra impresa

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la propria esclusione dalla gara per l'affidamento annuale del servizio di smaltimento/recupero di rifiuti biodegradabili, contestando il verbale di gara relativo alla verifica amministrativa, i chiarimenti del RUP, la lex specialis e gli ulteriori atti presupposti e conseguenti. Ha chiesto anche il risarcimento dei danni, la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato e il subentro. Nel corso del giudizio il Comune ha prodotto la determinazione dirigenziale di aggiudicazione del servizio in favore di un'altra concorrente. La stazione appaltante e l'aggiudicataria hanno eccepito l'improcedibilità del ricorso, rilevando che la ricorrente non aveva impugnato tempestivamente l'aggiudicazione. La ricorrente sosteneva invece che l'aggiudicazione fosse ricompresa nell'originaria impugnazione attraverso il riferimento al provvedimento eventualmente intervenuto nelle more e agli atti presupposti, connessi e conseguenziali.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Ha escluso che l'aggiudicazione, adottata dopo la proposizione del ricorso, fosse stata validamente impugnata mediante il generico riferimento al provvedimento eventualmente intervenuto nelle more o agli atti presupposti, connessi e conseguenziali. Tali formule non individuano in modo inequivoco il petitum di annullamento né collegano all'atto specifiche censure, come richiesto per consentire alle controparti il pieno esercizio del diritto di difesa. Il TAR ha inoltre ritenuto che l'aggiudicazione fosse divenuta conosciuta dalla ricorrente in occasione dell'udienza camerale fissata per l'esame della domanda cautelare, successiva al deposito dell'atto nel fascicolo processuale. Da tale momento decorreva il termine per impugnarla; non essendo stata proposta tempestiva impugnazione, la contestazione dell'esclusione non era più idonea a procurare alla ricorrente un'utilità concreta, poiché l'aggiudicazione non era stata rimossa. Le spese di lite sono state compensate in ragione della complessiva vicenda processuale.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il generico riferimento, nell'epigrafe del ricorso, agli atti presupposti, connessi e conseguenziali non determina l'impugnazione di un provvedimento sopravvenuto, quando l'atto non sia puntualmente individuato nell'oggetto della domanda e non siano formulate censure specificamente riferite ad esso.
  • L'aggiudicazione intervenuta dopo la proposizione del ricorso contro l'esclusione deve essere autonomamente impugnata; in mancanza, l'eventuale annullamento dell'esclusione non consente più di conseguire un'utilità concreta rispetto alla procedura ormai definita con l'aggiudicazione.
  • Ai fini della decorrenza del termine decadenziale per impugnare un provvedimento, è sufficiente la conoscenza formale dei suoi elementi essenziali e della sua portata dispositiva. Il deposito dell'atto nel processo non è di per sé sempre sufficiente, ma la conoscenza può ritenersi acquisita quando il deposito sia collegato a un adempimento processuale che comporti l'accesso agli atti del fascicolo, come la celebrazione dell'udienza camerale cautelare.
  • La mancata tempestiva impugnazione dell'aggiudicazione sopravvenuta determina la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso contro la sola esclusione, poiché la rimozione di quest'ultima non è più idonea a produrre il risultato utile perseguito dal concorrente.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contrattoTermini e notificazione del ricorso
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrere

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