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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 06556/2026 del 17/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per tentato furto pluriaggravato (artt. 56, 110, 624, 625 nn. 2 e 7 c.p.). La difesa ha censurato: 1) l'applicazione dell'aggravante del n.7 dell'art. 625 c.p. sostenendo che il furto è avvenuto in un immobile dismesso non più destinato a funzione pubblica e dunque non ricorreva la fattispecie aggravata; 2) la mancata valutazione favorevole della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ritenendo la condotta occasionale e di scarso disvalore; 3) l'esclusione delle circostanze attenuanti generiche nonostante la resipiscenza dell'imputata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'aggravante del n.7 dell'art. 625 c.p. si applica quando la cosa sottratta si trovi all'interno di uno stabilimento pubblico anche se lo stabilimento è dismesso o la cosa non inerente alla funzione, rilevando che l'immobile era nella disponibilità del Comune e dell'Azienda Ospedaliera e che elementi materiali (cartelli, transenne, lucchetti, ecc.) rendevano percepibile la natura pubblica. Sul 131-bis ha ritenuto legittima la valutazione di merito che ha apprezzato la capacità organizzativa del gruppo e i precedenti dell'imputata; sul diniego delle attenuanti generiche ha ritenuto motivazione adeguata in considerazione dei precedenti e del comportamento processuale. Conseguenza: rigetto del ricorso, conferma della condanna per tentato furto pluriaggravato e condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen. (nn. 2 e 7)

    art. 625 cod. pen., nn. 2 e 7

    L'aggravante n.7 si applica se la cosa sottratta si trova all'interno di uno stabilimento pubblico anche se lo stabilimento e' dismesso o la cosa non inerente alla funzione svolta; rileva la disponibilita' dell'immobile da parte della pubblica amministrazione e la necessità di tutela rafforzata dei beni pubblici.

  • art. 59 cod. pen.

    Norma richiamata dalla difesa in relazione all'imputabilita' e alla consapevolezza della natura pubblica dell'edificio; la Corte ha ritenuto comunque percepibile tale natura in base agli elementi di fatto.

  • artt. 56, 110, 624 cod. pen.

    artt. 56, 110, 624, 625 commi 2 e 7 cod. pen.

    Configurazione giuridica del reato come tentato furto in concorso, con le aggravanti contestate.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per tenuità del fatto; la valutazione delle modalita' della condotta e dell'entita' del pregiudizio e' rimessa al giudice di merito secondo i criteri dell'art. 133 c.p., e Cassazione sindaca solo eventuali vizi logici o giuridici.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione delle circostanze attenuanti; conferma il margine di discrezionalita' del giudice del merito nella valutazione delle attenuanti generiche.

Massime di principio

  • L'aggravante prevista dal n.7 dell'art. 625 c.p. si applica se la cosa sottratta si trova all'interno di uno stabilimento pubblico anche se lo stabilimento e' dismesso; per contrastarla e' necessario provare l'effettiva e reale cessazione del vincolo di destinazione pubblica.
  • La natura pubblica dell'immobile puo' essere desunta da elementi fattuali (proprietà/disponibilita' comunale o dell'ente gestore, cartelli, transenne, lucchetti ecc.); la percepibilità di tali elementi incide sulla valutazione della coscienza dell'imputato.
  • La valutazione della causa di non punibilità per tenuità (art. 131-bis) e il riconoscimento delle attenuanti generiche sono valutazioni di merito con ampio margine discrezionale: in Cassazione sono sindacabili solo vizi di illogicita' o violazioni di legge.
  • In situazioni simili, per ottenere l'esclusione dell'aggravante occorre documentare la perdita del vincolo pubblico (es. cessione, alienazione, rimozione dalla disponibilità pubblica) o l'assenza di ogni segno che indichi la natura pubblica; mere affermazioni non contrastate dai fatti del processo difficilmente saranno accolte.
  • In fase di impugnazione in Cassazione conviene concentrarsi su errori di diritto o mancanza/contraddittorietà della motivazione piuttosto che su una semplice diversa valutazione dei fatti, visto il limite del sindacato di legittimità sulle scelte discrezionali del giudice di merito.

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