Ordinanza n. 3309/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Toscana che aveva deciso la controversia relativa a un provvedimento comunale gravoso incidente sullo svolgimento dell’attività commerciale
Esito
Favorevole al ricorrente (operatore commerciale)
Prevale il privato
La controversia
L’appellante ha impugnato la sentenza del TAR Toscana chiedendone la riforma e, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che l’appello pone delicate questioni giuridiche, relative anche all’omissione da parte del Comune delle garanzie partecipative nei confronti dell’operatore destinatario di un provvedimento gravoso. La vicenda riguarda inoltre la violazione di una prescrizione regolamentare concernente il decoro della Città e la fruizione degli spazi pubblici. Il Comune si è costituito chiedendo il rigetto dell’istanza cautelare.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’esecutività della sentenza appellata. Quanto al fumus boni iuris, ha rilevato che le questioni giuridiche dedotte saranno approfondite nel merito, ma che assume rilievo un recente precedente della Sezione in fattispecie analoga e, soprattutto, l’omissione delle garanzie partecipative da parte del Comune nei confronti dell’operatore colpito dal provvedimento. Quanto al periculum in mora, ha considerato che l’interruzione dell’attività commerciale avrebbe comportato il venir meno, per l’appellante e la sua famiglia, della fonte di sostentamento. La sospensione è stata concessa fermo restando l’obbligo dell’appellante di non commettere ulteriori violazioni della prescrizione regolamentare, a tutela dell’interesse pubblico al decoro urbano e alla fruizione degli spazi pubblici. Le spese della fase cautelare sono state compensate. La discussione del merito è stata rinviata a un’apposita udienza pubblica da fissarsi entro il primo trimestre del 2027.
Norme richiamate
La norma è stata applicata quale fondamento della domanda incidentale di sospensione dell’efficacia della sentenza appellata; il Consiglio di Stato ha ritenuto sussistenti i presupposti cautelari.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, il fumus boni iuris può essere ravvisato quando le questioni dedotte meritano approfondimento nel merito e risultano, allo stato, elementi significativi quali l’omessa partecipazione procedimentale del destinatario di un provvedimento gravoso e l’esistenza di un precedente della Sezione relativo a una fattispecie analoga.
- Il periculum in mora sussiste quando l’esecuzione della decisione impugnata determina l’interruzione dell’attività commerciale del ricorrente e la conseguente perdita della fonte di sostentamento propria e della famiglia.
- La sospensione cautelare dell’esecutività di una sentenza può essere concessa mediante bilanciamento tra l’interesse del privato alla continuità dell’attività economica e l’interesse pubblico al decoro urbano e alla fruizione degli spazi pubblici, subordinando la misura all’obbligo di non commettere ulteriori violazioni della prescrizione regolamentare.
- L’omissione delle garanzie partecipative nei confronti del destinatario di un provvedimento amministrativo gravoso costituisce, in sede cautelare, un elemento idoneo a incidere sulla valutazione del fumus boni iuris.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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