Cassazione Penale, Ordinanza n. 05476/2025 del 10/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile de plano, ritenendo impugnato un provvedimento non autonomamente impugnabile. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
Il ricorso riguardava un'ordinanza del Tribunale che aveva negato, alla scadenza del termine per adempiere, la rateizzazione della cauzione già imposta in sede di applicazione della sorveglianza speciale. Il ricorrente ha impugnato tale provvedimento dinanzi alla Corte di cassazione. La Corte ha però rilevato che si trattava di un provvedimento autonomamente inoppugnabile in assenza di un'espressa previsione di legge; l'impugnazione sarebbe stata proponibile, nelle forme dell'appello, solo congiuntamente a quella contro la misura di prevenzione personale. Da ciò è derivata la declaratoria di inammissibilità del ricorso.
Norme richiamate
consente la declaratoria di inammissibilità de plano del ricorso, con condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il provvedimento che nega la rateizzazione della cauzione imposta nell'ambito della sorveglianza speciale è autonomamente inoppugnabile in assenza di una espressa previsione di legge.
- L'impugnazione di un provvedimento accessorio relativo alla misura di prevenzione personale può essere proposta solo contestualmente all'impugnazione diretta contro la misura principale, e non in via autonoma.
- Quando il ricorso investe un atto non impugnabile, la Corte di cassazione può dichiararne l'inammissibilità de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p.
Come è indicizzato
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