Cassazione Penale, Sentenza n. 17208/2026 del 13/05/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava il decreto della Corte d'appello che aveva revocato parzialmente (per il 42,86% del valore) la confisca preventiva sull'immobile a lei intestato. Contestava che il Collegio d'appello non avesse dato adeguata e motivata valutazione in ordine alla legittimità di diverse somme versate sul suo conto (in particolare un bonifico di €5.000 da BP Plast s.r.l. e versamenti riconducibili al convivente Daniele Salton nonché da terzi quali Omar Gioppato, Martin Grandi e la società Sircom s.r.l.), sostenendo che tali pagamenti derivassero da regolari rapporti commerciali e che non fosse emerso un collegamento tra i versanti e il proposto William Alfonso Cerbo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato il quadro motivazionale della Corte di appello. Ha ricordato che nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge e che il sindacato sulla motivazione è possibile in sede di legittimità soltanto quando la motivazione sia inesistente o meramente apparente. Sul merito, il Collegio ha ritenuto provata la natura illecita delle risorse confluite sul conto della ricorrente, considerando decisive le ammissioni del proposto Cerbo e gli elementi che collegavano i flussi finanziari all'attività illecita realizzata in raccordo con il Clan Mazzei. Ha ritenuto inoltre insufficiente la prova e la tracciabilità fornita dalla ricorrente in ordine all'origine lecita di alcune somme e ha ritenuto che la ricorrente non abbia adempiuto agli oneri di allegazione necessari per dimostrare, in alternativa, la propria buona fede. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata alle spese processuali.
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia), artt. 10 e 24
Regolano il procedimento di prevenzione e i limiti dell'impugnazione: il ricorso per cassazione nei giudizi di prevenzione è ammesso solo per violazione di legge e l'incidenza del momento della pericolosità sulla misura ablativa
Costituzione, art. 111, sesto comma
art. 111, sesto comma Cost.
Riferimento ai criteri di giusto processo e ai limiti del sindacato giurisdizionale; utilizzato per rimarcare il perimetro del controllo di legittimità
Codice di procedura penale, art. 125, comma 3 e art. 606, comma 1, lett. c) ed e)
art. 125, comma 3 cod. proc. pen.; art. 606, comma 1, lett. c) ed e)
Indicano le modalità di impugnazione e limitano i vizi deducibili in Cassazione: ammessa la denuncia di motivazione inesistente o meramente apparente (lett. c) e non estendibile al sindacato sull'illogicità manifesta se non nei casi previsti
Legge 27 dicembre 1956, n. 1423, art. 4, comma 2 e Legge 31 maggio 1965, n. 575, art. 3-ter, comma 2
art. 4, comma 2 legge 27/12/1956 n.1423; art. 3-ter, comma 2 legge 31/05/1965 n.575
Richiamate per confermare la regola storica secondo cui il ricorso in materia di misure di prevenzione è ammesso limitatamente alla violazione di legge
Sez. U, n. 4880 del 29/06/2014 (Spinelli)
Sez. U, n. 4880/2014 (Spinelli)
Principio sulla portata temporale della pericolosità: sono aggredibili patrimonialmente solo i beni acquistati nell'arco temporale in cui la pericolosità si è manifestata
Sez. U, n. 33451 del 29/05/2014 (Repaci) e Corte Cost. sent. n. 106 del 15/04/2015
Sez. U, n. 33451/2014; Corte Cost. sent. n. 106/2015
Confermano il carattere autonomo del procedimento di prevenzione e limitano il sindacato della Cassazione sulla motivazione ai casi di motivazione inesistente o meramente apparente
Sez. 1, n. 42238 del 18/05/2017 (Mancuso)
Sez. 1, n. 42238/2017 (Mancuso)
Definisce l'onere probatorio del terzo intestatario: il terzo può limitarsi ad allegare l'effettivo impiego di proprie risorse per l'acquisto; non è equiparato l'onere di provare la buona fede che grava su terzi creditori
Massime di principio
- Nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge; il sindacato sulla motivazione in Cassazione è molto limitato e ammette controllo solo se la motivazione è inesistente o meramente apparente
- La confisca di prevenzione riguarda, di regola, i beni acquistati nel periodo in cui si è manifestata la pericolosità sociale: la temporalità della pericolosità delimita l'ambito materiale dell'ablazione
- Le ammissioni del proposto e gli elementi indiziari che collegano flussi finanziari ad attività illecite possono risultare decisivi per legittimare l'ablazione di beni intestati a terzi
- Il terzo che contesta la confisca deve fornire tracciabilità e prove documentali sull'effettivo impiego di risorse proprie; semplici affermazioni sulla legittimità delle operazioni non sono sufficienti
- Anomalie nella documentazione economica (incongruenze temporali, mancanza di tracciabilità dei bonifici, discrepanze contrattuali) riducono la credibilità delle allegazioni di liceità
- Se le somme trasferite transitano sul conto del terzo e le consegne di beni avvengono presso il suo domicilio, ciò rafforza l'elemento di consapevolezza e può ostacolare la tesi della impreparazione o estraneità del terzo
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