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Ordinanza

Ordinanza n. 2220/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento avente prot. N.1071 del 12.09.2025 emesso dall'Ambasciata d'Italia a San Salvador, concernente il diniego della richiesta di visto d'ingresso per lavoro subordinato avente pos. n.20250000088 presentata dalla sig.ra -OMISSIS-, nata il 01.07.1971 contenente la relata di notifica, notificato a mani in data 12.09.2025; - nonché di ogni atto presupposto, antecedente, conseguente, connesso o collegato in modo diretto o indiretto, conseguenziale e/o dipendente dalla suindicata determinazione.

Giustizia amministrativa202514959

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'Ambasciata d'Italia a San Salvador della richiesta di visto d'ingresso per lavoro subordinato e per soggiorno di lunga durata

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il primo motivo, ritenuto dal Collegio assistito da fumus boni iuris, concerne la mancata applicazione della procedura di consultazione preventiva prevista dall'art. 27 del Regolamento (UE) 2018/1861 per il visto relativo a un soggiorno di lunga durata. Il testo dell'ordinanza non specifica gli ulteriori motivi di ricorso.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistenti sia il fumus boni iuris, con particolare riferimento alla mancata applicazione della procedura di consultazione preventiva prevista dall'art. 27 del Regolamento (UE) 2018/1861, sia il periculum in mora. Ha quindi accolto l'istanza cautelare ai fini del riesame della domanda di visto, ordinando all'Amministrazione di procedere al riesame applicando la procedura di consultazione indicata. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio del 21 luglio 2026; le spese sono state riservate al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 27 Regolamento (UE) 2018/1861

    La procedura di consultazione preventiva prevista dalla disposizione deve essere applicata con riferimento al visto per soggiorno di lunga durata; la sua mancata applicazione integra, in sede cautelare, un profilo di fumus boni iuris che giustifica il riesame della domanda.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale e della misura cautelare concessa dal TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando una domanda di visto riguarda un soggiorno di lunga durata, l'Amministrazione deve applicare la procedura di consultazione preventiva prevista dall'art. 27 del Regolamento (UE) 2018/1861; la sua omissione può fondare il fumus boni iuris della domanda cautelare.
  • In presenza di fumus boni iuris derivante dall'omessa applicazione della procedura di consultazione preventiva e di periculum in mora, il giudice amministrativo può accogliere la domanda cautelare ordinando all'Amministrazione il riesame della domanda di visto secondo la procedura prescritta, senza definire nel merito il diritto al rilascio del visto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePrimato del diritto UE e disapplicazione

Testo integrale

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