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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35037/2026 del 30/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha impugnato la decisione della Corte d'appello di Catanzaro che lo aveva ritenuto responsabile, in concorso, del reato di danneggiamento pluriaggravato come riqualificato. Con i primi due motivi, descritti dalla sentenza come reiterativi, ha denunciato vizio di motivazione, ritenendola contraddittoria e insufficiente quanto all'affermazione della responsabilità: la Corte territoriale aveva concluso che egli avesse consapevolmente fornito all'esecutore materiale il liquido infiammabile necessario e condiviso fin dall'inizio il disegno criminoso e la funzione dell'azione. Con un ulteriore motivo ha censurato la motivazione sulla determinazione della pena, compresi gli aumenti e le diminuzioni per circostanze e gli aumenti per continuazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I motivi sulla responsabilità sono stati ritenuti, oltre che reiterativi, manifestamente infondati: la motivazione della Corte d'appello, fondata sugli elementi di prova raccolti, era esente dai vizi logici e giuridici denunciati. È stato dichiarato manifestamente infondato anche il motivo sul trattamento sanzionatorio, la cui graduazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito e risultava adeguatamente motivata, tra l'altro, con riferimento alla natura preordinata dell'azione, all'entità del danno e ai precedenti penali. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • artt. 132 e 133 c.p.

    la graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti e alle diminuzioni previsti per le circostanze aggravanti e attenuanti e agli aumenti per continuazione, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che la esercita in aderenza ai principi enunciati negli artt. 132 e 133 cod. pen. e sfugge al sindacato di legittimità qualora, come nella specie, non sia frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico e sia sorretta da sufficiente motivazione

    La determinazione della pena e dei relativi aumenti e diminuzioni è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito; la Cassazione interviene se la decisione è arbitraria, illogica o priva di motivazione sufficiente.

Massime di principio

  • La motivazione sulla responsabilità concorsuale è immune da censura di legittimità quando, sulla base degli elementi probatori, dà conto della consapevole fornitura di un mezzo necessario alla commissione del reato e della condivisione del disegno criminoso sin dall'inizio.
  • La graduazione della pena, inclusi gli aumenti e le diminuzioni per circostanze e gli aumenti per continuazione, appartiene alla discrezionalità del giudice di merito; è sindacabile in cassazione se è frutto di arbitrio o di ragionamento illogico, oppure è sorretta da motivazione insufficiente.
  • La riproposizione di censure già formulate, se prive di fondamento rispetto alla motivazione della decisione impugnata, può concorrere alla declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieDanneggiamentoImpugnazioniPena e commisurazione
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiConcorso di personeContinuazione

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