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Sentenza

Sentenza del 03/02/2020 n. 292 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società impugnava l'avviso di accertamento IMU per il 2012, contestando la qualificazione del terreno come suolo edificabile e la qualificazione della discarica presente come "fabbricato produttivo". Sosteneva che la discarica era in regime di post-chiusura e trasformata in aree verdi, quindi non assimilabile a fabbricato produttivo; censurava inoltre la determinazione della base imponibile adottata dal Comune (valori desunti dall'Ufficio del Registro e prezzi medi di compravendita) e la mancata esclusione dalla base imponibile dei mappali non interessati dalla discarica.

La decisione

L'appello è stato rigettato. La Commissione ha dichiarato inammissibile un motivo introdotto in appello relativo alla presunta inedificabilità dei terreni dal 2007. Ha confermato che ai fini IMU rileva la qualificazione urbanistica vigente nel 2012 (P.R.G. / P.G.T.) e la potenzialità edificatoria desumibile dallo strumento urbanistico, non l'effettiva destinazione d'uso. A supporto della valenza edificatoria sono state richiamate una concessione edilizia (n. 1095/99) e autorizzazioni rilasciate a precedente proprietario; inoltre solo parte della superficie era occupata dalla discarica, pertanto la restante superficie manteneva capacità edificatoria e valore. I valori adottati dal Comune con deliberazione della Giunta n.35/23.05.2012 sono risultati conformi alla normativa di riferimento e ai coefficienti di abbattimento utilizzati; la contribuente non ha fornito prova di un diverso valore di mercato. Conseguentemente il ricorso è respinto, la sentenza di primo grado confermata e l'appellante condannata al pagamento delle spese di lite (euro 2.200 più 15% oneri, IVA e CPA).

Norme richiamate

  • d.lgs. 504/1992 art.2 comma 1 lett. b)

    La norma è richiamata per affermare che la qualificazione ai fini IMU si fonda sulla qualificazione urbanistica (potenzialità edificatoria) e non sull'effettivo utilizzo attuale del suolo.

  • art.5 comma 5 (norma richiamata ai fini IMU)

    Richiamata insieme all'art.2 per consolidare il criterio di riferimento urbanistico nella determinazione della natura del terreno ai fini IMU.

  • D.L. 201/2011 art.13 comma 3 (conv. L.214/2011)

    Richiama le norme IMU e stabilisce che gli articoli indicati (tra cui quelli sopra) sono applicabili per la qualificazione dei terreni; ne deriva che la valutazione della capacità edificatoria segue lo strumento urbanistico vigente.

  • Cass. civ. sent. n.13817/2003

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui eventuali cause di esclusione o di riduzione delle potenzialità edificatorie non trasformano di per sé il terreno edificabile in terreno agricolo, ma incidono sulla valorizzazione del terreno.

Massime di principio

  • Ai fini IMU la qualificazione del terreno dipende principalmente dalla destinazione urbanistica e dalla capacità edificatoria potenziale desumibile dallo strumento urbanistico vigente, non dall'effettivo utilizzo corrente.
  • La conversione di un'area in post-chiusura di discarica o in aree verdi non elimina automaticamente la qualifica di terreno edificabile se lo strumento urbanistico consente la capacità edificatoria o esistono permessi/ autorizzazioni attestanti tale potenzialità.
  • Se solo una parte del lotto è occupata da opere o vincoli, la restante porzione può mantenere capacità edificatoria e rilevanza ai fini della base imponibile IMU.
  • I valori adottati dall'ente impositore, se formalmente deliberati e motivati (es. mediante relazione tecnica e uso di parametri ufficiali), sono presunzioni legittime; grava sul contribuente l'onere di fornire prove di un diverso valore di mercato.
  • Motivi nuovi introdotti in appello possono essere dichiarati inammissibili se non previamente dedotti; l'eccezione di nuova inedificabilità sollevata tardivamente può essere esclusa dal giudice.

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