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Sentenza

Sentenza n. 7378/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 1201/2025 pubblicata il 13 febbraio 2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202601187

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: asserita incompleta esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 1201/2025, che aveva annullato in parte le delibere ARERA sulla regolazione della qualità tecnica del servizio idrico e sul meccanismo incentivante per il 2018-2019

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore idrico)

Prevale il privato

La controversia

Acquedotto Pugliese ha chiesto l’ottemperanza della sentenza n. 1201/2025, deducendo che ARERA non vi aveva dato piena esecuzione. La sentenza aveva rilevato l’irragionevolezza, per il periodo iniziale di applicazione, degli obiettivi M1 di riduzione delle perdite idriche, in quanto non conseguibili nei tempi previsti e determinati senza considerare adeguatamente le condizioni di partenza e i fattori dimensionali e territoriali dei gestori. Secondo la ricorrente, ARERA aveva adottato soltanto misure riferite alla propria posizione tariffaria e alle penalità 2018-2019, trascurando la necessità di riformare in via generale il sistema RQTI nelle parti annullate. Ha chiesto la piena esecuzione del giudicato, la nomina di un commissario ad acta, una penalità di mora per ogni ulteriore giorno di ritardo e il risarcimento dei danni subiti e subendi. Ha inoltre domandato, in termini generici, l’annullamento di ulteriori deliberazioni dell’Autorità.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per ottemperanza. Ha ritenuto che l’annullamento parziale delle delibere ARERA, trattandosi di atti generali, avesse efficacia erga omnes: non era quindi sufficiente il supplemento istruttorio avviato per la sola predisposizione tariffaria di Acquedotto Pugliese. Il giudicato impone ad ARERA di rieditare gli atti e i relativi allegati nelle parti annullate, tenendo conto delle conclusioni della sentenza ottemperanda, e di ricalcolare gli incentivi di competenza della ricorrente. Ha assegnato all’Autorità 180 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza; in caso di persistente inerzia, su istanza di parte, sarà nominato un commissario ad acta, che agirà in luogo dell’amministrazione inadempiente e a sue spese. Ha respinto la domanda di annullamento di ulteriori deliberazioni perché generica e non circostanziata. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, ritenendo adeguata la prospettata nomina del commissario ad acta e non particolarmente stringente e temporalmente definito il vincolo conformativo del giudicato. Ha respinto anche la domanda risarcitoria per genericità e per mancanza di allegazioni specifiche sul danno, sul nesso causale e sulla colpa: il risarcimento non discende automaticamente dall’illegittimità e non è configurabile un danno in re ipsa. ARERA è stata condannata a rifondere le spese, liquidate in euro 5.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Ai fini dell’esecuzione, considerata la complessità della materia, si assegna all’Amministrazione il termine di 180 giorni dalla notifica o dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, stabilendo sin d’ora che in caso di permanente inerzia si procederà su istanza di parte alla nomina di un commissario ad acta, che sarà incaricato di provvedere in luogo della parte pubblica eventualmente inadempiente e a spese della medesima.

    Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare un termine per l’esecuzione e prevedere, in caso di persistente inadempimento, la nomina su istanza di parte di un commissario ad acta che provveda in sostituzione dell’amministrazione, a spese di questa.

Massime di principio

  • L’annullamento giurisdizionale di atti amministrativi generali produce effetti erga omnes; l’ottemperanza richiede quindi che l’amministrazione riediti gli atti annullati nelle parti interessate dal giudicato e non può essere esaurita con misure individuali riferite soltanto alla posizione del ricorrente.
  • Quando il giudicato annulla parti di una regolazione generale perché gli obiettivi non considerano le specifiche condizioni dei gestori, la riedizione deve affrontare anche il difetto strutturale della regolazione, includendo i fattori di contesto individuati nella decisione, oltre alle misure individuali necessarie per il ricorrente.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per provvedere e preannunciare, per il caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta incaricato di sostituirsi all’amministrazione inadempiente e di operare a sue spese.
  • La penalità di mora non è dovuta automaticamente: può essere negata quando la funzione sollecitatoria è adeguatamente assicurata dalla prevista nomina del commissario ad acta, anche in considerazione della natura e del grado di specificità del vincolo conformativo.
  • Il risarcimento del danno da attività amministrativa non consegue automaticamente all’illegittimità dell’azione pubblica. Il danneggiato deve allegare e provare il danno-conseguenza, il nesso causale e la colpa dell’amministrazione; non è configurabile un danno in re ipsa.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaServizio idrico integrato
RamiProcesso amministrativoServizi pubblici
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereRisarcimento del danno da attività amministrativa

Testo integrale

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