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Sentenza

Sentenza n. 1093/2026 - Bari, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501194

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia, Sez. IISentenza non definitivaAzione di annullamento

Atto impugnato: Autorizzazione unica ZES n. 255 del 13 giugno 2025, rilasciata alla società controinteressata per la costruzione di un capannone industriale in variante urbanistica nel Comune di Rutigliano, e atti presupposti; inoltre, il diniego di accesso agli atti del procedimento

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente, conduttrice e gestore di uno stabilimento industriale alimentare situato in area prossima al sito del progetto, ha impugnato l’autorizzazione unica rilasciata alla controinteressata per la realizzazione di un capannone industriale in variante allo strumento urbanistico. Ha contestato, tra l’altro, l’omessa verifica di assoggettabilità a VAS semplificata, la mancata sottoposizione del progetto a verifica di assoggettabilità a VIA in relazione ai quantitativi di produzione dichiarati, e il contrasto dell’autorizzazione con il giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Puglia n. 811/2024, relativa a un precedente procedimento SUAP per il medesimo insediamento e gli stessi suoli. Ha inoltre proposto domanda di accesso, deducendo il mancato rilascio di documenti del procedimento, necessari per la difesa e per contestare la valutazione ambientale.

La decisione

La decisione è non definitiva e non esamina nel merito i motivi di annullamento dell’autorizzazione unica: il giudizio su tale domanda prosegue. Quanto alla domanda di accesso, la Presidenza del Consiglio ha depositato integralmente la documentazione richiesta il 9 giugno 2026; il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Poiché sono cumulate domande soggette a riti diversi, il giudice ha disposto la prosecuzione della causa di annullamento nelle forme del rito ordinario, previa conversione del rito camerale, in applicazione dell’art. 32 c.p.a. Le spese sono riservate al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il Collegio ne prende atto ai fini della pronuncia di cessata materia del contendere, ai sensi dell’articolo 34, comma 5 del codice del processo amministrativo.

    La sopravvenuta ostensione integrale dei documenti richiesti determina la cessazione della materia del contendere sulla domanda di accesso.

  • art. 32 c.p.a.

    In merito all’azione impugnatoria intesa ad ottenere l’annullamento della sopra citata Autorizzazione unica ZeS, deve trovare applicazione l’articolo 32 del codice del processo amministrativo a mente del quale, in caso di cumulo di domande connesse la cui trattazione è assoggettata a riti diversi prevale sempre quello ordinario, per assicurare il compiuto esercizio del diritto di difesa in giudizio.

    Nel cumulo di domande connesse assoggettate a riti diversi prevale il rito ordinario, così da garantire il pieno esercizio del diritto di difesa.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione rende integralmente disponibili i documenti oggetto della domanda di accesso, viene meno la controversia su tale domanda e può essere dichiarata cessata la materia del contendere.
  • Nel cumulo di domande connesse assoggettate a riti diversi, la trattazione segue il rito ordinario; il giudice può quindi disporre la conversione del rito camerale e la prosecuzione del giudizio secondo il rito ordinario.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativoAccesso e trasparenza
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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