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Sentenza

Sentenza n. 4488/2026 - Milano, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensiva del silenzio illegittimamente serbato sulla richiesta di accesso alle misure di accoglienza per richiedenti asilo, e di ogni altro atto successivo, prodromico, conseguente, consequenziale, connesso o presupposto, anche non conosciuto, con richiesta di immediato accesso del ricorrente alle misure di accoglienza.

Giustizia amministrativa202602589

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio sulla richiesta di attivazione delle misure di accoglienza presentata il 25 marzo 2026

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente, cittadino pachistano, ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. per accertare l’illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta di attivazione delle misure di accoglienza per richiedenti protezione internazionale, presentata il 25 marzo 2026, chiedendo l’immediato accesso alle misure. Nelle more, con provvedimento del 29 luglio 2026, la Prefettura di Milano ne ha disposto l’inserimento in una struttura di accoglienza; il ricorrente ha quindi chiesto che fosse dichiarata la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché la sopravvenuta attivazione delle misure di accoglienza ha soddisfatto integralmente la pretesa azionata e ha fatto venir meno la necessità di una pronuncia sull’oggetto della controversia, ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state compensate, tenuto conto della peculiarità della vicenda e dell’assenza di opposizione. Il ricorrente era ammesso al patrocinio a spese dello Stato; la liquidazione delle spettanze è stata rinviata a separato decreto, previa istanza.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Con ricorso ex art. 117 c.p.a. notificato e depositato il 15 luglio 2026, l’esponente, cittadino pachistano, instava per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta di attivazione delle misure di accoglienza in favore dei richiedenti protezione internazionale presentata in data 25 marzo 2026.

    Il ricorso è stato proposto con l’azione prevista per la tutela avverso il silenzio della pubblica amministrazione.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Come evidenziato dalla stessa parte ricorrente, la sopravvenuta attivazione delle richieste misure di accoglienza dimostra che la pretesa azionata ha trovato, nelle more, piena soddisfazione in sede amministrativa, sicché il Tribunale non è più chiamato a pronunciarsi sull’oggetto della controversia ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.

    Quando, nelle more del giudizio, l’amministrazione soddisfa integralmente la pretesa dedotta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere e non pronuncia più sull’oggetto della controversia.

  • art. 60 c.p.a.

    All’udienza in camera di consiglio del 8 settembre 2026, fissata per la trattazione della domanda cautelare accedente al ricorso, la causa è stata trattenuta per essere decisa con sentenza in forma semplificata, previo rituale avviso a verbale.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti, nella camera di consiglio fissata per la trattazione della domanda cautelare.

Massime di principio

  • La sopravvenuta integrale soddisfazione in sede amministrativa della pretesa azionata determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno la necessità che il giudice si pronunci sull’oggetto della controversia.

Come è indicizzato

MaterieAccoglienza e centriTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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