Cassazione Penale, Sentenza n. 25474/2026 del 07/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. perché l'ordinanza del giudice rimettente era priva dei requisiti di specificità e autosufficienza necessari: mancava una motivata delibazione della competenza territoriale e la questione era stata sostanzialmente rimessa in modo esplorativo. Gli atti sono stati quindi trasmessi al Tribunale di Benevento per la prosecuzione del giudizio.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Nel procedimento per più imputati, tra cui alcuni indicati in epigrafe, il G.u.p. del Tribunale di Benevento ha sollevato rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. per la decisione sulla competenza territoriale. I fatti contestati riguardavano, in sintesi, il ricevimento e successivo trasferimento di somme provenienti da una truffa informatica, poi riqualificati come ricettazione ex art. 648 c.p. per alcuni imputati; il quadro processuale era complicato dalla presenza di procedimenti connessi per truffa informatica ex art. 640-ter c.p. e da diversi passaggi di atti tra procure e tribunali. La difesa di una delle imputate, residente fuori dal circondario di Benevento, ha eccepito l'incompetenza territoriale del Tribunale di Benevento, sostenendo che, in applicazione del criterio suppletivo dell'art. 9, comma 2, c.p.p., la competenza dovesse radicarsi altrove. Il P.G. ha concluso per l'inammissibilità del rinvio pregiudiziale. La Corte ha però rilevato che l'ordinanza di rimessione non conteneva una compiuta delibazione della questione: non chiariva quale fosse il reato più grave tra le ricettazioni contestate, non indicava con precisione l'attuale stato dei procedimenti connessi per il diverso reato di truffa informatica e, soprattutto, non prendeva una posizione autonoma e motivata sulla competenza, limitandosi a devolvere alla Cassazione una valutazione sostanzialmente esplorativa. Ne è conseguita la declaratoria di inammissibilità del rinvio pregiudiziale, con trasmissione degli atti al Tribunale di Benevento per l'ulteriore corso.
Norme richiamate
Il rinvio pregiudiziale alla Cassazione sulla competenza per territorio richiede un'ordinanza motivata del giudice rimettente, con l'indicazione delle parti e degli atti necessari alla risoluzione della questione; non è sufficiente una mera sollecitazione o un rinvio esplorativo.
È richiamato come criterio suppletivo per la determinazione della competenza territoriale in mancanza di altri criteri risolutivi, nel caso prospettato dalle difese.
Tra più reati connessi, per la competenza prevale il reato più grave, criterio che nella specie la Corte evidenzia come non adeguatamente individuato dal giudice rimettente.
art. 51, comma 3-quinquies, c.p.p.
È menzionato nel percorso procedimentale di trasmissione degli atti tra uffici requirenti.
È il diverso reato di truffa informatica richiamato come procedimento connesso, rilevante ai fini della competenza territoriale ma non adeguatamente chiarito nello stato processuale.
È il reato per cui è stato esercitato l'azione penale nei confronti degli imputati destinatari del procedimento principale.
È richiamato nelle prime iscrizioni/prospettazioni del procedimento relativo alla truffa informatica in concorso.
Massime di principio
- Nel rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. il giudice rimettente deve formulare una vera e propria delibazione della questione di competenza territoriale, esponendo i fatti rilevanti, le ragioni giuridiche e gli elementi necessari alla decisione.
- È inammissibile il rinvio pregiudiziale che abbia carattere meramente esplorativo e demandi alla Corte di cassazione la scelta tra più possibili soluzioni senza una motivata presa di posizione del giudice a quo.
- Ai fini della competenza per territorio in presenza di reati connessi, occorre individuare con precisione il reato più grave, poiché tale criterio prevale su quello cronologico; se tale individuazione manca, la questione non è adeguatamente devoluta.
- La Corte di cassazione, nel giudizio incidentale sulla competenza, non può essere chiamata a ricostruire fatti processuali non chiariti dal rimettente, dovendo la rimessione contenere tutti gli elementi concreti indispensabili per la decisione.
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