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Sentenza

Sentenza del 10/12/2021 n. 87 - Comm. Trib. II grado di Trento

Catasto - Immobili a destinazione speciale - Centrale idroelettriche - Rendita catastale - Scavi e rinterri - Computabilità - Necessità - Fondamento

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della determinazione della rendita catastale della centrale idroelettrica: il ricorrente contestava che nell'ammontare della rendita fossero computati anche gli scavi e i rinterri relativi alla condotta forzata e ad altre opere di scavo, chiedendo la loro esclusione in applicazione della nuova disciplina (art. 1, comma 21, l. n. 208/2015) che esclude dal calcolo macchinari, congegni e impianti funzionali al processo produttivo.

La decisione

Il giudice ha ritenuto legittimo computare, ai fini della determinazione della rendita catastale della centrale idroelettrica, il costo degli scavi e dei rinterri connessi alla condotta forzata e alle opere edilizie accessorie. Pur richiamando la modifica normativa del 2016 che esclude macchinari e attrezzature, la sentenza distingue tali beni dai movimenti di terra: gli scavi/rinterri sono considerati elementi strutturalmente connessi al processo produttivo e al suolo, partecipano alla formazione dell'opera immobiliare e quindi possono essere stimati e inclusi nel calcolo della rendita catastale complessiva.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 21, legge n. 208 del 2015

    Ha introdotto una nuova disciplina escludendo dal calcolo della rendita catastale macchinari, congegni, attrezzature e altri impianti funzionali al processo produttivo per gli immobili a destinazione speciale e particolare (gruppi D ed E). Tuttavia, la norma si riferisce agli elementi mobili/strutturali come macchinari e non esclude opere di scavo e rinterro che, per natura e stabilità, costituiscono parte integrante dell'immobile.

  • art. 1-quinquies, d.l. n. 44 del 2005 (norma interpretativa precedente)

    Interpretava in senso inclusivo i macchinari e gli impianti per le centrali elettriche quando 'strutturalmente connessi al suolo' (anche 'imbullonati'), mirando a considerare un unico bene complesso. La riforma del 2015 ha invece escluso tali elementi mobili dal computo della rendita.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra beni mobili/impianti (macchinari, attrezzature) e opere di carattere immobiliare/permanente (scavi, rinterri, condotte interrate): la prima categoria può essere esclusa dalla rendita se la normativa lo prevede; la seconda tende a essere inclusa se strutturalmente connessa al suolo.
  • Per le centrali idroelettriche gli scavi, le condotte forzate, gallerie e rinterri, che costituiscono opere durevoli e integrate nell'opera edilizia, sono normalmente computabili ai fini della rendita catastale perché partecipano alla struttura immobiliare funzionale al processo produttivo.
  • La verifica della 'strutturalità' e della 'connessione al suolo' è fattuale: se l'elemento è stabile, non rimovibile senza grave lesione, e contribuisce alla funzionalità produttiva dell'impianto, può essere considerato nella stima della rendita.
  • La modifica normativa del 2015 vale a escludere dal valore catastale gli elementi di impianto di carattere essenzialmente strumentale e mobili; tuttavia l'esclusione non si estende automaticamente a opere permanenti incorporate nel corpo dell'immobile.
  • Chi intende contestare l'inclusione di lavori come scavi/rinterri deve documentare la loro natura non permanente o la possibilità di separazione e rimozione senza incidere sull'opera complessiva, nonché fornire valutazioni tecniche alternative sui costi computati.
  • Nelle contestazioni catastali è importante puntare su perizie tecniche che distinguano chiaramente carattere di mobilità, stabilità, funzionalità e costo di realizzazione dell'elemento oggetto di disputa.

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