Cassazione Penale, Sentenza n. 37481/2022 del 04/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza di condanna per furto aggravato in abitazione. Deduce (1) vizio di motivazione sulla sussistenza del reato perché avrebbe varcato la soglia dell'abitazione con il consenso del proprietario; (2) insussistenza dell'aggravante ex art. 61 n. 11 cod. pen., poiché il rapporto di ospitalità/coabitazione (in qualità di badante) si sarebbe già concluso; inoltre censura l'utilizzabilità di dichiarazioni de relato rese in dibattimento, sostenendo che non sarebbe stato escusso il teste di riferimento.
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Conferma che l'ingresso nella dimora ottenuto mediante inganno integra il delitto di furto in abitazione (art. 624-bis cod. pen.). Ribadisce che l'aggravante ex art. 61 n. 11 cod. pen. può risultare dalla preesistente relazione lavorativa/di ospitalità che ha creato condizioni favorevoli alla commissione del reato, anche se il rapporto era cessato al momento del fatto. Sul piano processuale, considera pienamente utilizzabili le dichiarazioni de relato perché dal comportamento difensivo non risulta richiesta di esame diretto della fonte (omissione che equivale a rinuncia). Condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
L'ingresso nell'abitazione con il consenso del detentore ottenuto mediante inganno rientra nella fattispecie del furto in abitazione; quindi la condotta è aggravata rispetto al semplice furto.
L'aggravante si configura quando la commissione del reato è stata agevolata dalle condizioni favorevoli create dal preesistente rapporto di lavoro o di ospitalità; non è necessario che il rapporto sia ancora in essere al momento del reato.
principio processuale sull'utilizzabilità delle dichiarazioni de relato
Se la parte non richiede l'esame diretto della fonte delle dichiarazioni de relato nel corso del processo, tale omissione può essere considerata una implicita rinuncia al diritto di esame e le dichiarazioni de relato risultano pienamente utilizzabili.
Massime di principio
- L'ingresso in un'abitazione con il consenso del proprietario, se ottenuto mediante inganno, va considerato alla stregua di un'introduzione non libera e integra il furto in abitazione ex art. 624-bis.
- Per l'applicazione dell'aggravante ex art. 61 n. 11 cod. pen. conta l'esistenza di un preesistente rapporto che abbia creato condizioni favorevoli per il reato; la cessazione formale del rapporto non esclude automaticamente l'aggravante se il vantaggio derivante persiste.
- In materia probatoria, l'assenza di una esplicita richiesta di esame diretto della fonte delle dichiarazioni de relato può comportare la loro ammissibilità per implicita rinuncia da parte della difesa.
- I giudizi di merito sulla valutazione delle prove sono difficilmente ribaltabili in Cassazione: i ricorsi che si basano su rinnovate valutazioni probatorie sono spesso dichiarati inammissibili.
- In caso di rigetto/inammissibilità del ricorso, la parte soccombente può essere condannata a rifondere le spese processuali e a versare somme a favore della Cassa delle ammende.
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