Cassazione Penale, Sentenza n. 414/2023 del 10/01/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione contro la condanna ai sensi dell'art. 10-bis d.lgs. n. 286/1998. Il ricorrente, tramite difesa, ha dedotto errata applicazione della norma e vizio di motivazione nel trattamento sanzionatorio: il fatto non costituirebbe reato perché l'imputato non sarebbe rientrato volontariamente in Italia ma sarebbe stato consegnato alle autorità italiane dalle guardie svizzere, identificato alla stazione di Chiasso mentre scendeva da un treno proveniente dall'Italia; inoltre non risultava documentata una precedente uscita dal territorio nazionale. Si eccepisce quindi l'applicabilità dell'art. 10-bis, comma 2, che esclude l'applicazione della fattispecie contravvenzionale alle ipotesi di straniero destinatario di provvedimento di respingimento o identificato nei controlli di polizia di frontiera in uscita dal territorio nazionale.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha riconosciuto che la fattispecie contravvenzionale del primo comma dell'art. 10-bis non poteva essere applicata poiché l'ingresso nel territorio italiano non era volontario ma determinato da coercizione esterna (consegna dalle guardie svizzere) e non era documentata una precedente uscita dall'Italia. In conseguenza, la sentenza del Giudice di Pace del 20/04/2021 è stata annullata senza rinvio con la formula "perché il fatto non sussiste".
Norme richiamate
d.lgs. n. 286 del 1998, art. 10-bis
art. 10-bis, comma 1 e comma 2, d.lgs. n. 286/1998
La Corte interpreta il comma 2 limpidamente: le disposizioni incriminatrici del comma 1 non si applicano allo straniero destinatario di provvedimento di respingimento ovvero allo straniero identificato durante i controlli della polizia di frontiera in uscita dal territorio nazionale. Nel caso deciso, l'elemento della "entrata volontaria" mancava (consegna da parte di autorità svizzere e assenza di prova di precedente uscita), quindi la fattispecie contravvenzionale non si configura.
D.L. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8
art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020 (e successive proroghe)
Norma procedurale che ha permesso la trattazione del processo in contraddittorio scritto per mancanza di richiesta di discussione orale; qui utilizzata per definire le modalità di trattazione del ricorso.
Massime di principio
- La fattispecie prevista dal primo comma dell'art. 10-bis si applica solo in presenza di un ingresso volontario dello straniero nel territorio nazionale; se l'ingresso è avvenuto per effetto di coercizione o consegna da parte di autorità straniere, va esclusa l'applicabilità
- Se lo straniero è stato identificato nell'ambito di controlli di frontiera in uscita o è destinatario di provvedimento di respingimento, il comma 2 dell'art. 10-bis esclude l'applicazione della contravvenzione prevista dal comma 1
- È onere dell'accusa documentare la volontarietà dell'ingresso e/o la precedente uscita dal territorio nazionale; l'assenza di prove in tal senso può portare all'annullamento della condanna per "fatto non sussiste"
- La consegna da parte di autorità di uno Stato confinante e l'identificazione in una stazione di confine possono essere elementi idonei a dimostrare l'assenza di volontà di rientro in Italia
- In casi simili, valutare la possibilità di ottenere l'annullamento senza rinvio se emerge che la condotta non rientra nella fattispecie penale per mancanza degli elementi costitutivi (es. volontarietà dell'ingresso)
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