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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37112/2025 del 13/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza sollevato dalla Corte di appello di Firenze nei confronti del Tribunale di Siena in relazione a un incidente di esecuzione proposto da Gianluca Baldassarri, avente ad oggetto la restituzione di somme precedentemente sequestrate in un procedimento penale ormai definito. Entrambi i giudici si erano dichiarati incompetenti e la questione è stata rimessa alla Corte di cassazione per decisione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha ritenuto competente il Tribunale di Siena. Ha motivato che, poiché il giudizio di appello si era concluso con annullamento senza rinvio operato dalla Corte di cassazione (che ha rilevato l'invalidità dell'appello ai sensi dell'art. 629, comma 1, lett. l)), l'effetto sostanziale prodotto corrisponde a quello di inammissibilità dell'appello; di conseguenza, ai sensi dell'art. 665, commi 2 e 3, cod. proc. pen., la competenza in executivis resta al giudice di primo grado (Tribunale di Siena). La Corte dispone la trasmissione degli atti a quel giudice.

Norme richiamate

  • art. 28, comma 1, lett. b) e art. 30, cod. proc. pen.

    Norme che regolano la procedura di risoluzione del conflitto di competenza tra giudici e l'obbligo di rimessione alla Corte di cassazione quando i giudici non provvedono.

  • art. 665, commi 2 e 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce quale sia il giudice competente in materia di esecuzione (in executivis): se l'appello si conclude con inammissibilità o con esito che comporti la conferma del primo grado, la competenza rimane al giudice di primo grado; viceversa, se il gravame produce una modifica sostanziale, la competenza spetta al giudice dell'appello.

  • art. 629, comma 1, lett. l), cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di annullare senza rinvio quando il gravame si è invalidamente celebrato (p.e. atto introduttivo non idoneo), con effetto che il giudizio di appello viene considerato come sostanzialmente inesistente o inammissibile.

  • art. 611, comma 1-bis, seconda proposizione, lett. a), cod. proc. pen.

    Prevede la possibilità che il giudizio di cassazione si svolga a trattazione scritta in assenza di diversa istanza delle parti; qui citata in relazione alla forma del procedimento di cassazione.

Massime di principio

  • Quando l'appello si conclude con pronuncia di inammissibilità, la competenza per gli incidenti di esecuzione resta al giudice di primo grado (art. 665, comma 2).
  • Se la Corte di cassazione annulla senza rinvio per vizi che rendono l'appello invalido (art. 629, comma 1, lett. l)), quella pronuncia produce un esito assimilabile all'inammissibilità e, quindi, consolida la competenza del primo giudice per l'esecuzione.
  • Se invece l'appello ha effettivamente riformato la decisione di primo grado e tale riforma non è viziata da invalicità dell'impugnazione, la competenza in executivis si radica nel giudice del gravame.
  • In caso di rifiuto di entrambi i giudici a decidere sull'incidente di esecuzione, il conflitto è ammissibile e va risolto dalla Corte di cassazione ai sensi degli artt. 28 e 30 cod. proc. pen.
  • Per stabilire la competenza occorre valutare concretamente l'effetto sostanziale della pronuncia di secondo grado (riforma vs. esito equivalente a inammissibilità), non la mera etichetta formale della sentenza.

Testo integrale

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