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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40841/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che rigettava la richiesta di dichiarare inefficace la misura cautelare per mancato invio da parte dello Stato estero della domanda di estradizione entro il termine di 60 giorni, ovvero, in subordine, di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Denuncia: (1) violazione degli artt. 7 e 12 del Trattato di estradizione Italia-Messico e carenza di elementi probatori e di attestazione di conformità/autenticità del mandato di cattura; (2) violazione degli artt. 125 c.p.p. e 111 Cost. per omessa valutazione e motivazione circa l'inidoneità della custodia cautelare rispetto a misure meno afflittive (arresti domiciliari, controllo elettronico), nonché mancata considerazione del pagamento di cauzione nello Stato richiedente.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato parzialmente. Sul primo motivo ha ritenuto che il termine di sessanta giorni previsto dal Trattato è stato rispettato: la richiesta di estradizione è pervenuta e trasmessa alla Corte di appello il 21 luglio 2025, quindi entro il termine; il fatto che la trasmissione sia avvenuta tramite il Ministero degli Affari Esteri anziché il Ministero della Giustizia non inficia la validità della procedura, purché la richiesta sia giunta all'autorità giudiziaria italiana in modalità idonee a garantirne la conformità all'originale; inoltre non è richiesto che il mandato di cattura contenga l'analitica indicazione degli elementi probatori oltre la descrizione dei fatti, luogo, data e qualificazione giuridica. Sul secondo motivo la Suprema Corte ha accolto le doglianze: la motivazione della Corte di appello è apparsa apparente e insufficiente perché si è basata su elementi generici (mobilità del ricorrente, disponibilità finanziaria, capacità organizzativa) senza valutare concretamente l'idoneità e proporzionalità di misure meno afflittive (arresti domiciliari con controllo elettronico), né considerare il pagamento di cauzione nello Stato richiedente. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Palermo per nuovo giudizio limitatamente alla valutazione delle misure cautelari alternative.

Norme richiamate

  • Trattato di estradizione tra Italia e Messico, art. 12, comma 4

    l'arresto provvisorio e le eventuali misure cautelari imposte diventano inefficaci se, entro i sessanta giorni successivi all'arresto della persona richiesta, l'Autorità Centrale dello Stato richiesto non ha ricevuto la formale richiesta di estradizione

    La Corte ha ritenuto rispettato il termine perché la richiesta è pervenuta e trasmessa all'autorità giudiziaria italiana entro i 60 giorni; il termine mira a garantire la tempestività dell'inoltro ma la sua osservanza può essere valutata in funzione dell'effettivo ricevimento da parte dell'autorità giudiziaria italiana.

  • Trattato di estradizione tra Italia e Messico, art. 6, comma 2

    per la Repubblica italiana l'Autorità centrale ... è il Ministero della Giustizia

    La designazione dell'Autorità centrale agevola la trasmissione, ma la Corte ha ritenuto non decisivo l'invio al Ministero degli Affari Esteri anziché al Ministero della Giustizia se la richiesta è comunque pervenuta all'autorità giudiziaria procedente in modalità che ne garantiscono la conformità.

  • Trattato di estradizione tra Italia e Messico, art. 7

    Il mandato di arresto provvisorio deve contenere l'esposizione dei fatti, luogo e data e la qualificazione giuridica, ma non richiede l'indicazione analitica degli elementi probatori a supporto della richiesta.

  • Art. 71, comma 9, cod. proc. pen.

    il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti relativi alle misure cautelari è consentito esclusivamente per violazione di legge

    La Corte ha richiamato che la cassazione è limitata alle questioni di diritto e comprende anche il vizio di motivazione apparente.

  • Art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa in relazione all'obbligo di motivazione dell'ordinanza sulle misure cautelari; la Corte ha ritenuto che la motivazione deve essere concreta e confrontarsi espressamente con gli elementi a favore delle misure meno afflittive.

  • Art. 111 Cost.

    Invocato a fondamento del diritto a un giudizio motivato; la Corte ha confermato che la motivazione apparente integra vizio di legge rilevante in cassazione.

  • Art. 275 cod. proc. pen.

    Riferimento al parametro ordinario di valutazione del pericolo; la Corte osserva che in ambito estradizionale la valutazione del periculum può tollerare maggiore elasticità, ma resta comunque necessario un esame concreto e motivato dell'idoneità di misure alternative.

  • Art. 94 cod. proc. pen., (adempimenti)

    Richiamato nel dispositivo per gli adempimenti di cancelleria a seguito dell'annullamento e rinvio.

Massime di principio

  • La trasmissione della richiesta di estradizione è tempestiva se l'autorità giudiziaria italiana riceve la richiesta entro il termine convenzionale (es. 60 giorni): la forma e il canale di invio (Ministero degli Affari Esteri vs Ministero della Giustizia) non sono decisivi se la documentazione perviene in modo tale da garantirne la conformità e l'attendibilità.
  • La conformità e l'autenticità degli atti inviati dallo Stato richiedente sono presunti quando la trasmissione avviene per via diplomatica o con modalità idonee; l'onere di contestarne la provenienza o autenticità grava su chi eccepisce e richiede elementi di prova gravi per superare la presunzione.
  • Il mandato di cattura provvisorio nell'ambito del trattato deve indicare fatti, luogo, data e qualificazione giuridica; non è necessario che contenga l'elenco dettagliato degli elementi probatori.
  • In caso di richiesta di misure cautelari meno afflittive (arresti domiciliari, controllo elettronico), il giudice deve motivare in modo specifico e concreto perché tali misure siano inidonee rispetto alle esigenze cautelari; affermazioni generiche su mobilità, disponibilità finanziaria o rete di sostegno non sostituiscono una valutazione motivata del pericolo di fuga.
  • La violazione della legge comprende anche la motivazione apparente: l'assenza di un confronto concreto con gli elementi posti a supporto della richiesta di misure alternative può determinare l'annullamento con rinvio.
  • Se nel procedimento dello Stato richiedente sono intervenuti atti rilevanti (es. pagamento di cauzione), il giudice nazionale deve tenerne conto nella valutazione dell'idoneità e proporzionalità delle misure cautelari.

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