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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15225/2025 del 17/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Morabito è stata condannata per il reato previsto dall'art. 95 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 per aver dichiarato falsamente, in una autocertificazione allegata all'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato del 2 settembre 2013, che i redditi del nucleo familiare (7 persone) nel 2012 erano pari a euro 4.466,00 percepiti dal marito, mentre gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno rilevato redditi complessivi pari a euro 18.713,21 (pensioni, indennità di disoccupazione, prestazioni per categorie protette) e la titolarità di autoveicolo e immobili. In appello la Corte aveva confermato la responsabilità e il riconoscimento della recidiva infraquinquennale; in Cassazione la difesa ha dedotto l'assenza del dolo (errore tratto da documenti ISEE/CAF) e l'erroneo riconoscimento della recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo relativo alla recidiva: uno dei precedenti considerati dalla Corte di Appello risultava estinto per esito positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale e quindi non poteva concorrere alla formazione della recidiva. Venuta meno la recidiva infraquinquennale, il termine di prescrizione è risultato decorso (calcolato ai sensi degli artt. 157 e 161 c.p.), con la conseguenza che il reato è estinto per prescrizione. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per estinzione del reato; la Corte non ha proceduto a un esame più ampio della motivazione dato l'accertata estinzione per prescrizione.

Norme richiamate

  • d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 95

    art. 95 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115

    Norma che punisce le false dichiarazioni in materia di ammissione al patrocinio a spese dello Stato; la fattispecie materiale riguarda l'autocertificazione dei redditi del nucleo familiare.

  • codice penale, art. 99 comma 2

    art. 99, comma 2, cod. pen.

    Riguarda la recidiva: la corte ha valutato che per riconoscere la recidiva non possono essere considerate condanne i provvedimenti estinti negli effetti penali (es. per esito positivo dell'affidamento in prova).

  • codice penale, artt. 157 e 161

    artt. 157 e 161 cod. pen.

    Prescrizione e sue interruzioni: l'annullamento della recidiva ha inciso sul termine prescrizionale che, ricalcolato senza la recidiva, è risultato decorso.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U. n. 5859/2011 e altre)

    Sez. U. n. 5859 del 27/10/2011 (Marciano) e altre pronunce citate

    Principio consolidato: l'estinzione degli effetti penali di una condanna (per esito positivo dell'affidamento in prova) impedisce che tale condanna venga considerata ai fini della recidiva.

Massime di principio

  • Per contestare la recidiva è essenziale verificare lo stato giuridico effettivo delle precedenti condanne: condanne estinte negli effetti penali (esito positivo di misure alternative) non possono essere utilizzate per integrare la recidiva.
  • Se la recidiva viene erroneamente riconosciuta, la correzione può modificare i termini prescrizionali e determinare l'estinzione del reato per prescrizione; pertanto il calcolo della prescrizione va sempre riesaminato una volta esclusa la recidiva.
  • Quando la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del reato per prescrizione, il suo sindacato sulla motivazione della decisione impugnata è limitato: non procede ad un controllo esteso di vizi motivazionali non rilevanti ai fini della declaratoria di estinzione.
  • In casi di dichiarazioni false basate su dati forniti da terzi (es. certificazioni ISEE rilasciate da CAF), la difesa deve documentare la provenienza e la ragionevolezza dell'errore per tentare di escludere il dolo; tuttavia, se la pronuncia cassazionale si fonda su questioni diverse (es. recidiva/prescrizione), il giudizio sul dolo può rimanere inesaminato.
  • Difesa pratica: verificare sempre il casellario giudiziale per individuare misure alternative concluse positivamente, produrre certificazioni dell'ente che ha formato i dati (CAF, INPS) e calcolare in modo puntuale la prescrizione tenendo conto di eventuali atti interruttivi.
  • Accertare con precisione la natura e la decorrenza degli effetti penali delle precedenti condanne è cruciale per ogni strategia difensiva che miri a escludere aggravanti basate sulla recidiva.

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