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Ordinanza

Ordinanza n. 4109/2026 - Roma, Sezione 1Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del parere negativo n. 950252023 emesso in data 23 settembre 2024 dal Comitato di Verifica per le Cause di Servizio (CVCS), comunicato formalmente alla ricorrente in data 2 aprile 2026 a seguito di istanza di accesso ai documenti amministrativi; - di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ivi compresa la nota di definizione del procedimento da parte della Direzione Centrale per i Servizi di Ragioneria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Giustizia amministrativa202607291

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: parere negativo del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio sul riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e dell’equo indennizzo per patologie del rachide cervicale, nonché gli atti connessi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il parere negativo del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio e la nota di definizione del procedimento, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. La controversia riguarda il diniego di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e dell’equo indennizzo relativamente a spondiloartrosi cervicale con discopatie e verticalizzazione del rachide cervicale, nonché agli esiti di un trauma distorsivo del rachide cervicale con protrusioni discali, limitazione funzionale e brachialgia. A sostegno della domanda cautelare, la ricorrente ha dedotto l’attualità del pregiudizio derivante dal consolidamento di effetti patrimoniali e previdenziali sfavorevoli e dall’aggravamento delle patologie, incidenti sulla piena integrità psicofisica nell’espletamento delle funzioni.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare. Il pregiudizio prospettato, consistente nel consolidamento di effetti patrimoniali e previdenziali sfavorevoli derivanti dal diniego e nell’aggravamento delle patologie, è stato ritenuto privo dei caratteri di attualità e irreparabilità necessari per la concessione della tutela cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a. L’ordinanza non definisce il merito della legittimità del parere negativo né della pretesa al riconoscimento della causa di servizio e dell’equo indennizzo. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare richiede un pregiudizio dotato di attualità e irreparabilità; nel caso concreto tali caratteri sono stati esclusi.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce base normativa per l’oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute nella diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale fondamento della tutela dei dati relativi alla salute.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato, come modificato dal d.lgs. 101/2018, quale ulteriore base per la protezione dei dati relativi alla salute.

Massime di principio

  • La sospensione cautelare di un provvedimento amministrativo non può essere concessa quando il pregiudizio allegato non presenta carattere attuale e irreparabile.
  • Il mero consolidamento di effetti patrimoniali e previdenziali sfavorevoli derivanti da un diniego amministrativo, se non accompagnato da una dimostrata e imminente compromissione irreversibile, non integra di per sé il periculum in mora richiesto per la tutela cautelare.
  • La decisione sulla domanda cautelare che esclude il periculum in mora non comporta, di per sé, una decisione sulla legittimità sostanziale dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieCausa di servizio ed equo indennizzoTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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