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Ordinanza

Ordinanza n. 341/2026 - Torino, Sezione 1

Giustizia amministrativa202601048

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di divieto di detenzione di qualsiasi tipo di arma, munizione e materiale esplodente, nonché silenzio-rigetto sul ricorso gerarchico

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (destinatario del divieto)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il divieto prefettizio di detenzione di armi, chiedendone anche la sospensione cautelare, unitamente agli atti presupposti, consequenziali e connessi e al silenzio-rigetto formatosi sul ricorso gerarchico. In sede cautelare ha contestato, tra l’altro, l’affermazione dell’amministrazione secondo cui non avrebbe presentato osservazioni scritte e avrebbe rinunciato alla partecipazione procedimentale. Tale circostanza risulta invece smentita dalla memoria procedimentale trasmessa alla Prefettura mediante PEC e acquisita agli atti. È stata inoltre contestata la rilevanza della condotta posta a fondamento del divieto, consistente nel rinvenimento nella disponibilità del ricorrente del proprio fucile con una canna appartenente al fratello, della cui cessione non era stata denunciata la formalizzazione; il procedimento sanzionatorio parallelo instaurato nei confronti del fratello si è concluso con decreto di archiviazione.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistente il fumus boni iuris. In particolare, a un primo sommario esame, ha rilevato che la motivazione del provvedimento, nella parte in cui negava la presentazione di osservazioni scritte da parte del destinatario, appariva documentalmente smentita. Ha inoltre considerato rilevante, ai fini della plausibile fondatezza del ricorso, la conclusione con archiviazione del procedimento sanzionatorio parallelo relativo alla condotta contestata. È stato ravvisato anche il periculum in mora, poiché il divieto di detenzione di armi impone al destinatario di cedere, entro un termine perentorio, tutte le armi detenute. Conseguentemente, il Tribunale ha sospeso l’efficacia degli atti impugnati, rinviando la trattazione del merito all’udienza pubblica del 1 aprile 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base normativa per la domanda cautelare e per l’adozione della sospensione dell’efficacia degli atti impugnati.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti private.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, sussiste il fumus boni iuris quando la motivazione del provvedimento amministrativo attribuisce al destinatario la mancata presentazione di osservazioni procedimentali, ma tale circostanza risulta documentalmente smentita dagli atti del procedimento.
  • La valutazione cautelare della legittimità di un divieto prefettizio di detenzione di armi può tenere conto della conclusione con archiviazione del procedimento sanzionatorio parallelo relativo alla medesima condotta posta a fondamento del divieto.
  • Sussiste il periculum in mora quando il provvedimento impugnato, vietando la detenzione di armi da fuoco, impone al destinatario di cedere entro un termine perentorio tutte le armi detenute.
  • La presenza congiunta di un fumus boni iuris derivante da una possibile erronea ricostruzione della partecipazione procedimentale e di un periculum connesso all’obbligo immediato di cessione dei beni giustifica, in sede cautelare, la sospensione dell’efficacia del divieto prefettizio.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaPartecipazione al procedimento
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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