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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00017/2026 del 02/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha proposto istanza ex art. 629-bis c.p.p. per ottenere la rescissione della sentenza irrevocabile del Tribunale di Siracusa del 10/10/2022 che la condannava a 6 mesi di reclusione e 200 euro di multa. La Corte territoriale dichiarò l'istanza inammissibile per tardività: la ricorrente aveva avuto, secondo la Corte, conoscenza del procedimento il 24/01/2025 (notifica di un'ordinanza di custodia cautelare che riportava la contestazione della recidiva) e l'istanza era depositata il 12/05/2025 oltre il termine. In cassazione la ricorrente ha contestato l'erronea applicazione della versione dell'art. 629-bis successiva al d.lgs. 150/2022 e ha sostenuto che la mera contestazione della recidiva, senza indicazioni sul reato o sull'autorità giudiziaria, non costituisce una conoscenza idonea del procedimento ai fini della decorrenza del termine.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha stabilito che, per i casi in cui alla data di entrata in vigore del d.lgs. 10/10/2022 n.150 fosse già stata pronunciata ordinanza di procedere in assenza, deve applicarsi la previgente disciplina dell'art. 629-bis (legge 23/6/2017 n.103) come previsto dall'art. 89, comma 1, del d.lgs. 150/2022. Sotto quella disciplina la decorrenza del termine si valuta dalla "conoscenza del procedimento", ma la Corte ha precisato che questa conoscenza deve essere effettiva e specifica: non è richiesta la conoscenza completa della sentenza, ma occorre l'acquisizione di dati esterni sufficienti a identificare un processo definito e l'accusa confermata da una decisione. La Corte ha ritenuto che la generica contestazione della recidiva, senza indicazioni sul reato o sull'autorità, non sia di per sé idonea a far decorrere il termine. Pertanto ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato alla Corte di appello di Catania per un nuovo giudizio conformemente ai principi esposti, con invito a valutare anche la diligenza richiesta alla parte istante.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    La disciplina applicabile va individuata ratione temporis; nel caso concreto si applica la previgente versione introdotta dalla legge 23/6/2017 n.103. Sotto la previgente disciplina il termine per proporre l'istanza decorre dalla conoscenza del procedimento, intesa come acquisizione di informazioni specifiche circa un processo definito e un'accusa confermata da una decisione.

  • art. 89, comma 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    la previgente disciplina si applica anche quando, nei processi pendenti alla data di entrata in vigore del decreto, è stata già pronunciata, in qualsiasi stato e grado del procedimento, ordinanza con la quale si è disposto procedersi in assenza dell'imputato

    Fermo il principio tempus regit actum, la norma di transizione impone l'applicazione della disciplina antecedente al d.lgs. 150/2022 nei processi in cui fosse già stata emessa ordinanza di procedere in assenza alla data di entrata in vigore del decreto.

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Richiamato per richiamare la natura ripristinatoria della rescissione quale rimedio a tutela di chi è stato giudicato in assenza non volontaria; serve a chiarire la funzione del rimedio di cui all'art. 629-bis.

  • art. 278 cod. proc. pen.

    Citato per ricordare il tenore formale delle contestazioni nelle ordinanze cautelari; la Corte segnala che la mera indicazione della 'recidiva' in un atto cautelare non equivale necessariamente alla conoscenza specifica del procedimento e dell'accusa sufficiente a far decorrere il termine.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma di richiamo procedurale relativa al ricorso in cassazione; citata nella motivazione del ricorrente ma usata essenzialmente come cornice formale per le censure presentate.

Massime di principio

  • Quando le norme successive non prevedono espressamente disposizioni transitorie, occorre verificare se esistano norme di transizione che impongano l'applicazione della previgente disciplina; in presenza dell'art. 89, comma 1, d.lgs. 150/2022 la previgente versione di art. 629-bis si applica se era già stata emessa ordinanza di procedere in assenza.
  • Sotto la disciplina previgente, il termine per proporre l'istanza di rescissione decorre dalla "conoscenza del procedimento": ciò non richiede la conoscenza integrale della sentenza, ma esige informazioni sufficienti e specifiche che permettano di identificare il processo e l'accusa confermata da una decisione.
  • La semplice notizia generica o indeterminata (es. la mera menzione della 'recidiva' senza indicazione del reato o dell'autorità giudiziaria) non è di per sé idonea a far decorrere il termine per la rescissione.
  • Chi intende proporre l'istanza di rescissione ha l'onere di diligenza: deve tempestivamente acquisire informazioni utili e, se la vicenda è complessa o l'informazione è insufficiente, può chiedere la restituzione nel termine per esercitare pienamente il diritto all'impugnazione straordinaria.
  • In sede di valutazione della tempestività occorre applicare i principi di giurisprudenza consolidata sul tempus regit actum e sulle norme di transizione; in caso di dubbio sulla decorrenza del termine la Corte di appello deve verificare sia la specificità delle informazioni acquisite dalla parte sia il comportamento diligente della stessa.

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