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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18145/2025 del 14/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza d'appello denunciando vizio di motivazione. Sosteneva che la Corte territoriale non aveva adeguatamente valutato le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio di garanzia in cui affermava di conoscere a stento Abdullah, di aver prestato una sola volta il proprio furgone e di averlo poi venduto, nonché di recarsi spesso a Trieste per la sua attività di ambulante. Contestava altresì la valutazione probatoria delle dichiarazioni collaborative del coimputato Abdullah Muhammad, ritenendole non idonee a fondare la chiamata in correità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente e dettagliatamente motivato le sue conclusioni, valorizzando più riscontri: l'intestazione a nome dell'imputato di due diversi furgoni in un breve arco temporale; i controlli di polizia (con Abdullah trovato alla guida del furgone AF010ZM il 22/23 giugno 2018); la ricognizione fotografica operata da Abdullah; i tabulati telefonici che documentavano contatti tra Singh e i correi e la presenza fisica dell'imputato nelle aree dei trasporti, coerenti con un ruolo di 'staffetta'. Le dichiarazioni difensive sono state ritenute contraddittorie e smentite da elementi documentali. Di conseguenza il rigetto del ricorso ha confermato la sentenza d'appello che, unificando i reati per continuazione e concedendo le attenuanti generiche e la diminuzione per il rito, aveva condannato Singh Parladh a 3 anni e 4 mesi di reclusione, 400.000 euro di multa e all'interdizione temporanea dai pubblici uffici. La Cassazione ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23 d.l. n. 137 del 2020

    art. 23 del d. l. n. 137 del 2020

    Disposizione per la trattazione scritta del procedimento; qui utilizzata per disciplinare la fase di discussione e la produzione di scritti difensivi e dell'accusa in Cassazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso in Cassazione; applicato per fare gravare sul ricorrente i costi del giudizio di legittimità.

Massime di principio

  • La Cassazione non rifa la valutazione di merito delle prove: verifica la correttezza logico-giuridica della motivazione. Se la motivazione è coerente e fonda la ricostruzione sui riscontri documentali, il ricorso viene rigettato.
  • Dichiarazioni difensive contraddette da riscontri documentali (intestazioni di veicoli, tabulati telefonici, controlli di polizia, ricognizioni fotografiche) hanno scarso valore probatorio e possono essere ritenute non credibili.
  • La presenza ripetuta di una persona nell'area dei trasporti, i contatti telefonici in corrispondenza degli eventi e l'intestazione di mezzi utilizzati per i trasporti costituiscono elementi circostanziali rilevanti che, se convergenti, consolidano la chiamata in correità.
  • La ricognizione fotografica e le dichiarazioni di un coimputato possono assumere rilievo probatorio significativo se corroborate da altri elementi oggettivi.
  • In sede di impugnazione è più efficace censurare vizi di diritto o lacune logico-giuridiche nella motivazione che contestare la valutazione del materiale probatorio, ove questa risulti documentata e coerente.
  • Comportamenti quali l'intestazione o la cessione di veicoli in tempi sospetti, se non giustificati con prove concrete, possono essere interpretati come indice di partecipazione a progettualità illecite.

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