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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20075/2025 del 29/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso per omissione di valutazione della sentenza di assoluzione del 25/05/2023 allegata nella memoria difensiva. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Roma per nuovo giudizio, dichiarando inoltre la sospensione dell'efficacia del provvedimento del Questore del 23/12/2024 limitatamente all'obbligo di presentazione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impiega ricorso avverso l'ordinanza di convalida del DASPO che imponeva l'obbligo di presentazione alla Questura prima e dopo ogni incontro agonistico per anni otto. Il ricorrente deduceva che il giudice non aveva valutato le deduzioni difensive depositate entro 48 ore, in particolare la contestazione della recidiva amministrativa e della durata della misura, nonché la sentenza di assoluzione del 25/05/2023 relativa ai fatti su cui si era fondato il precedente DASPO del 05/04/2019.

Norme richiamate

  • Legge 13 dicembre 1989, n. 401 - art. 6, comma 5

    Il DASPO può essere revocato o modificato col venir meno o mutamento delle condizioni che ne giustificano l'emissione; il giudice di convalida deve valutare le deduzioni difensive depositate nei termini e motivare anche in relazione a tali deduzioni

  • Legge 13 dicembre 1989, n. 401 - art. 6 ter

    Norma richiamata in relazione ai fatti penalmente contestati (condotte che giustificano misure di prevenzione o interdittive in ambito sportivo) e rilevante per l'applicazione del divieto

  • Legge 27 dicembre 1975, n. 110 - art. 4, comma 1

    Rilevante rispetto ai reati inerenti il possesso di armi/strumenti atti ad offendere; l'esito penale (assoluzione) è elemento che il giudice amministrativo/di convalida deve considerare nella valutazione della pericolosità

Massime di principio

  • La produzione di memorie o deduzioni difensive entro il termine di 48 ore dalla notifica del DASPO impone al giudice di convalida un esame sostanziale e motivato di quelle deduzioni; l'omissione può comportare nullità per violazione del diritto di difesa.
  • Un'assoluzione penale 'perché il fatto non sussiste' non comporta automaticamente la caducazione del provvedimento amministrativo, ma è un elemento significativo che deve essere valutato quando si decide sull'esistenza della recidiva e sull'adeguatezza della durata di misure successive.
  • Per contestare la recidiva amministrativa è necessario valutare non solo la temporalità dei precedenti DASPO, ma anche gli esiti dei relativi procedimenti penali e ogni documentazione allegata dalla difesa; la decisione deve essere esplicitamente motivata su questi punti.
  • La maggiore durata di un nuovo DASPO sulla base di recidiva richiede una motivazione concreta che colleghi i precedenti provvedimenti e i fatti nuovi: senza considerazione degli atti prodotti dalla difesa (es. sentenze assolutive) la valutazione è censurabile.
  • È possibile ottenere la sospensione, anche parziale, dell'efficacia di un provvedimento del Questore (es. obbligo di presentazione) in caso di annullamento con rinvio, in attesa del nuovo giudizio.

Testo integrale

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