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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07187/2026 del 23/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza sulla procedura di riabilitazione promossa da Thomas William Swidarski. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, investito dell'istanza dopo che il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Palermo aveva dichiarato la propria incompetenza e trasmesso gli atti, ha sollevato conflitto sostenendo che la determinazione della competenza territoriale ex art. 677 c.2 cod. proc. pen. si basa sulla residenza anagrafica o sul domicilio 'effettivo' e non sull'elezione di domicilio presso il difensore; il ricorrente (Swidarski) risulta residente negli Stati Uniti con domicilio eletto presso il difensore in Milano e la domanda di riabilitazione si riferisce a una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti pronunciata dal GIP di Termini Imerese il 30/03/2021, irrevocabile il 14/07/2021.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha ritenuto fondato. Ha affermato la competenza territoriale del Tribunale di Sorveglianza di Palermo, perché: 1) ai sensi dell'art. 677 c.2 cod. proc. pen. la competenza si determina prioritariamente in base alla residenza anagrafica e, in mancanza, al domicilio; 2) l'elezione di domicilio in Italia da parte di soggetto residente all'estero vale solo ai fini delle notifiche e non per l'individuazione del giudice di sorveglianza competente; 3) per il condannato residente all'estero va quindi applicato il criterio sussidiario della sede del giudice che ha pronunciato la sentenza di condanna (qui: GIP di Termini Imerese), che ricade nel distretto della Corte d'Appello di Palermo. Gli atti sono pertanto trasmessi al Tribunale di Sorveglianza di Palermo.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Definisce il conflitto di competenza quando piu' giudici prendono o ricusano di prendere cognizione del medesimo fatto; applicato per dichiarare l'ammissibilita' del conflitto tra i due Tribunali di Sorveglianza.

  • art. 667 cod. proc. pen.

    Richiamato nel motivo iniziale del Tribunale di Milano come norma che non avrebbe previsto l'elezione di domicilio quale criterio determinante; nel testo la Corte richiama pero' il corretto riferimento normativo (art. 677) per la competenza della magistratura di sorveglianza.

  • art. 677 cod. proc. pen. comma 1 e comma 2

    Stabilisce il criterio di competenza territoriale della magistratura di sorveglianza: prioritariamente la residenza anagrafica del soggetto non detenuto/ internato e, in mancanza, il domicilio. L'elezione di domicilio effettuata da soggetto residente all'estero non rileva per individuare il Tribunale competente; in tal caso si applica il criterio sussidiario relativo al luogo di pronuncia della sentenza di condanna.

  • Giurisprudenza richiamata

    Cass. Sez.1, n. 2787/1997; Sez.1, n. 2811/1997; Sez.1, n. 22651/2012

    Precedenti interpretazioni confermano che per la competenza della magistratura di sorveglianza conta la residenza anagrafica o, in sua assenza, il domicilio; e che l'elezione di domicilio non sostituisce la residenza ai fini della competenza, nonche' che, in mancanza di residenza anagrafica, il luogo della pronuncia della sentenza e il distretto di appartenenza sono rilevanti.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso il difensore in Italia da parte di un soggetto residente all'estero ha efficacia soprattutto per le notifiche, ma non determina la competenza territoriale della magistratura di sorveglianza.
  • Per individuare il Tribunale di Sorveglianza competente si deve applicare l'ordine: residenza anagrafica (se presente) -> domicilio (se manca la residenza anagrafica) -> in mancanza di entrambi (es. residente all'estero) si considera il luogo in cui e' stata pronunciata la sentenza di condanna.
  • Se la sentenza di condanna e' stata pronunciata da un giudice che ricade in un certo distretto di Corte d'Appello, la magistratura di sorveglianza competente e' quella del distretto (es. Tribunale di Sorveglianza di Palermo per sentenze pronunciate nel distretto di Palermo).
  • Proceduralmente, il Presidente di un Tribunale di Sorveglianza puo' dichiarare incompetenza e trasmettere gli atti; il Tribunale che riceve l'atto puo' sollevare conflitto negativo, che va risolto dalla Corte di Cassazione.
  • In situazioni analoghe, verificare sempre: a) la residenza anagrafica del richiedente; b) l'esistenza di un domicilio "effettivo" vs. elezione di domicilio; c) il luogo di pronuncia e l'irrilevanza dell'elezione di domicilio per la competenza.

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