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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24571/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale impugnava la sentenza del Tribunale di Trapani che aveva condannato Zoghlami per furto aggravato e indebito utilizzo di carta bancomat, lamentando la mancata applicazione della confisca per equivalente del profitto del reato ai sensi dell'art. 493 ter, secondo comma, c.p.; il Procuratore chiedeva l'annullamento senza rinvio e l'ordine di confisca diretta o, in alternativa, per equivalente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità perché il ricorrente non ha indicato gli elementi concreti necessari per disporre la confisca (non ha quantificato l'entità del profitto né individuato beni o utilità nella disponibilità del condannato su cui eseguire l'ablazione). La sentenza di merito è dunque confermata; la Corte ha inoltre rilevato che la somma sottratta era stata restituita alla persona offesa, che aveva rimesso la querela.

Norme richiamate

  • art. 493 ter cod.pen.

    "è ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché del profitto o del prodotto, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero quando essa non è possibile, la confisca di beni, somme di denaro e altre utilità di cui il reo ha la disponibilità per un valore corrispondente a tale profitto o prodotto"

    La norma consente la confisca del profitto o, se questo non è disponibile, la confisca per equivalente di beni o utilità nella disponibilità del reo; tuttavia, per ottenere la confisca tramite ricorso, è necessario che il ricorrente specifichi gli elementi concreti: entità del profitto e beni/utilità su cui può ricadere la confisca.

  • Sez. 5, Sentenza n. 14392 del 05/02/2019 (giurisprudenza richiamata)

    Precedente che indica che, in materie similari, il giudice di legittimità richiede al ricorrente di specificare gli elementi concreti necessari per la confisca; la mancata specificazione rende il motivo generico e il ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • Un'impugnazione per omissione della confisca deve indicare in modo preciso gli elementi che consentono la misura: va quantificato il profitto del reato e individuati i beni o le utilità nella disponibilità del condannato su cui eseguire la confisca.
  • L'art. 493 ter c.p. consente la confisca del profitto o, se non possibile, la confisca per equivalente; la sua applicazione richiede un accertamento concreto della disponibilità di beni corrispondenti al profitto.
  • La restituzione della somma alla persona offesa e la remissione della querela possono essere elementi valutati dal giudice e incidere sulla possibilità o sulla ragionevolezza di disporre la confisca, ma non sostituiscono la necessità di fornire elementi concreti per l'ablazione.
  • Le doglianze generiche, senza l'indicazione dei dati necessari per l'applicazione di misure patrimoniali, sono inammissibili in sede di legittimità; chi impugna deve documentare o quantomeno indicare gli elementi utili a consentire l'ordine di confisca.
  • Per il Procuratore (o la parte che chiede la confisca) è consigliabile acquisire e indicare in ricorso prove o risultanze istruttorie relative all'ammontare del profitto e alla concreta disponibilità di beni del condannato, onde evitare l'inammissibilità per genericità.

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