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Sentenza

Sentenza del 01/12/2015 n. 5193 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

DISCIPLINA SOCIETÀ DI COMODO - PERDITA SISTEMATICA - Istanza disapplicazione - Diniego disapplicazione - Autonoma impugnazione - Ammissibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il diniego è qualificato come diniego di agevolazione fiscale e, pertanto, rientra tra gli atti impugnabili ai sensi dell'art. 19, comma 1, lettera h), del d.lgs. 546/1992. Il giudice tributario deve quindi valutare la legittimità del provvedimento e pronunciarsi nel merito sulla fondatezza della richiesta, potendo riconoscere la disapplicazione qualora ne ricorrano i presupposti.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato autonomamente il diniego dell'istanza di disapplicazione della normativa sulle società di comodo, sostenendo che tale provvedimento fosse impugnabile e che il giudice tributario dovesse esaminare nel merito la sussistenza dei presupposti per concedere la disapplicazione.

Norme richiamate

  • Art. 19, comma 1, lettera h), d.lgs. 546/1992

    La disposizione include tra gli atti autonomamente impugnabili i provvedimenti di diniego o revoca di agevolazioni e definizioni fiscali. Il diniego di disapplicazione della disciplina sulle società di comodo è stato ricondotto a questa categoria.

  • Normativa sulle società di comodo e sulla perdita sistematica

    La disciplina può essere disapplicata quando il contribuente dimostra l'esistenza di situazioni oggettive che hanno impedito il conseguimento dei ricavi o del reddito minimo previsti dalla normativa.

Massime di principio

  • Il diniego di un'istanza di disapplicazione della disciplina sulle società di comodo è autonomamente impugnabile davanti al giudice tributario.
  • Il giudice non deve limitarsi a verificare la forma o la legittimità del diniego, ma deve esaminare concretamente se il contribuente possieda i requisiti per ottenere la disapplicazione.
  • In situazioni analoghe, il contribuente deve documentare le circostanze oggettive e non imputabili che hanno impedito il conseguimento dei ricavi o del reddito minimo richiesti.
  • L'impugnazione del diniego può portare direttamente al riconoscimento dell'agevolazione, se il giudice accerta la fondatezza della domanda.

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