Cassazione Penale, Sentenza n. 5199/2023 del 06/02/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva disposto sequestro e confisca 'allargata' di somme e beni ritenuti nella disponibilità di Antonio Parisi (fino a euro 292.032,00) contestando: violazione e mancata applicazione corretta dell'art. 12-sexies del d.l. 8 giugno 1992, n. 306 (ora art. 240-bis c.p.); carenza di motivazione sui presupposti per la confisca (mancata ricostruzione del compendio patrimoniale del nucleo familiare, non dimostrata la sproporzione); mancata giustificazione della scelta, tra più ipotesi, della stima operata dal perito (dott. Massimo Bua); uso di criteri inadeguati per la quantificazione della sproporzione (confronto su dato annuale e periodo temporale non chiarito), e valutazione di movimentazioni patrimoniali anteriori al periodo contestato senza motivazione della loro pertinenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato; ha annullato l'ordinanza impugnata per grave carenza di motivazione e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Catania per nuovo giudizio. La Cassazione ha rilevato che la Corte d'Appello non ha ricostruito compiutamente i beni del nucleo familiare, non ha dimostrato la sproporzione rispetto ai redditi e all'attività del Parisi, non ha motivato la scelta dell'ipotesi peritale prescelta tra le diverse formulate, e non ha chiarito l'ambito di "ragionevolezza temporale" adottato ai fini della confisca allargata.
Norme richiamate
art. 12-sexies d.l. 8/6/1992, n.306; art. 240-bis cod. pen.
La norma consente la confisca allargata per sproporzione tra redditi leciti e patrimoni; richiede accertamenti motivati circa la disponibilità effettiva dei beni, la ragionevolezza temporale tra acquisto e reato e criteri chiari per la quantificazione della sproporzione. Il terzo intestatario può contestare sia la fittizietà dell'intestazione sia la mancanza dei presupposti per la confisca.
Sentenza Corte Costituzionale n. 33 del 2018
Richiama la necessità di valutare la 'ragionevolezza temporale' tra acquisizione del bene e attività illecita, come parametro rilevante nell'applicazione della confisca per sproporzione.
Sezioni Unite Cassazione, n. 27421 del 25/02/2021 (Crostella)
Precisa criteri interpretativi relativi alla confisca per sproporzione e all'ambito temporale da considerare, evidenziando l'esigenza di motivazione specifica quando si dispone la confisca allargata.
Cassazione, Sez. 1, n. 19094 del 15/12/2020 (Flauto)
Sez. 1, n. 19094/2020 (dep. 14/05/2021)
Riconosce la legittimazione del terzo intestatario ad impugnare la confisca non solo per fittizietà ma anche per mancanza dei presupposti legali o di adeguata motivazione.
Massime di principio
- Il terzo intestatario di un bene sottoposto a confisca allargata è legittimato a impugnare sia la fittizietà dell'intestazione sia la carenza dei presupposti legali per la confisca; il giudice deve valutare entrambe le prospettazioni.
- Il giudice che dispone la confisca per sproporzione deve ricostruire compiutamente il patrimonio oggetto di accertamento (anche del nucleo familiare, se rilevante) e motivare come ciascun bene sia attribuito alla disponibilità del soggetto ritenuto responsabile.
- Se il perito formula più ipotesi di stima, la scelta dell'ipotesi adottata deve essere esplicitamente motivata dal giudice; non è sufficiente il richiamo generico alla congruità della perizia.
- Deve essere chiarito e motivato il criterio temporale adottato (la 'ragionevolezza temporale') per collegare acquisizioni patrimoniali e attività illecita; non si può operare un automatismo basato su confronti annuali senza disamina delle capacità reddituali al momento dell'acquisizione.
- In presenza di dubbi sulla pertinenza di movimentazioni patrimoniali anteriori al periodo contestato, il giudice deve indicare le ragioni per cui tali fatti sono ritenuti rilevanti ai fini della confisca.
- L'insufficiente motivazione sulla sussistenza dei presupposti per la confisca comporta annullamento e rinvio; pertanto, in casi analoghi, conviene richiedere al giudice una puntuale ricostruzione patrimoniale e una motivazione dettagliata sui criteri di quantificazione.
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