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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 28298/2022 del 28/09/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Ministero impugna la sentenza che aveva ritenuto illegittima la successione di contratti a termine e di somministrazione a favore delle lavoratrici e aveva riconosciuto loro il risarcimento per il cosiddetto "danno comunitario". Il ricorso deduce: (i) che le Ordinanze della Protezione Civile (OPCM) adottate per l'emergenza immigrazione avrebbero legittimato i contratti a termine e di somministrazione, derogando alla disciplina ordinaria; (ii) che i contratti originari erano con l'agenzia Obiettivo Lavoro e che le proroghe autorizzate dall'art. 2, co. 6, del d.l. 225/2010 avevano sanato i rapporti dal 2008 al 2011; (iii) in memoria sostiene che intervenuta stabilizzazione dei lavoratori dopo la notifica del ricorso dovrebbe impedire o estinguere la pretesa risarcitoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha affermato che le OPCM non possono derogare a norme di legge salvo espressa previsione e che, nel caso concreto, le ordinanze non contenevano una deroga esplicita alla disciplina della somministrazione e del lavoro a termine (d.lgs. 276/2003, d.lgs. 368/2001), quindi non potevano sanare retroattivamente nullità o giustificare termini privi di causale. Ha inoltre precisato che l'autorizzazione alla proroga contenuta nel d.l. 225/2010 non poteva sanare vizi anteriori. Quanto all'eccezione della sopravvenuta stabilizzazione, la Corte l'ha ritenuta inammissibile in cassazione perché costituisce fatto novativo sopravvenuto e non può essere dedotto per la prima volta in memoria, né ammettersi indagini di fatto in sede di legittimità; eventuali effetti della stabilizzazione richiedono accertamenti in sede di merito. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato, il Ministero condannato alle spese, non riconosciuta responsabilità aggravata né applicabile la contribuzione prevista dall'art. 13 DPR 115/2002 alle amministrazioni dello Stato.

Norme richiamate

  • L. 225/1992 (Protezione Civile)

    Le ordinanze di protezione civile (OPCM) possono derogare alla legge solo in modo espresso; in mancanza di una deroga chiara non possono sanare norme ordinarie in materia di lavoro.

  • D.lgs. n. 1/2018 (Codice della Protezione Civile)

    art. 25 (rinvio alla disciplina delle ordinanze)

    Conferma che le ordinanze sono autonome ma che le deroghe alla disciplina di legge devono essere espresse per essere efficaci.

  • D.L. 225/2010

    Autorizzava proroghe di contratti a termine in via espressa, ma tale autorizzazione non è idonea a sanare retroattivamente nullità di termini precedentemente apposti.

  • D.lgs. 276/2003

    art. 20 (somministrazione), art. 86, comma 9

    Disciplina la somministrazione di lavoro; in caso di illegittima successione di contratti di somministrazione non opera la trasformazione automatica in rapporto a tempo indeterminato nel pubblico impiego, ma è prevista la sostituzione dell'utilizzatore e il risarcimento (danno comunitario).

  • D.lgs. 368/2001

    Regola i contratti a termine; impone l'indicazione delle causali giustificative del termine: le OPCM che non derogano espressamente non esonerano dall'obbligo di indicare la causale.

  • D.lgs. 165/2001

    Nel pubblico impiego privatizzato è esclusa la trasformazione automatica in tempo indeterminato per somministrazione illegittima, ma resta il diritto al risarcimento parametrato alla disciplina del 'danno comunitario'.

  • Direttiva 2008/104/CE

    La giurisprudenza interpreta la direttiva come finalizzata a evitare che il lavoro tramite agenzia interinale presso la stessa impresa diventi permanente per lo stesso lavoratore; giustifica misure riparatorie contro abusi.

  • CCNL dipendenti delle agenzie di somministrazione

    CCNL 28.5.1998 (come richiamato)

    Rilevante per la disciplina contrattuale delle agenzie di somministrazione; non può operare in contrasto con le norme imperative quando queste non siano derogate espressamente.

  • L. 183/2010

    Prevede il parametro del danno presunto (danno comunitario) riconosciuto in caso di abuso di ricorso a rapporti a termine, con minimi e massimi e possibilità di prova del maggior danno.

Massime di principio

  • Le ordinanze di protezione civile (OPCM) e simili atti emergenziali non derogano automaticamente alla disciplina ordinaria: per deroghe efficaci è richiesta un'espressa previsione normativa.
  • Autorizzazioni successive (es. proroghe legislative) non sanano retroattivamente nullità o vizi già esistenti nei contratti; la legittimazione deve essere chiara e anteriore al fatto.
  • Nel pubblico impiego privatizzato, l'illegittima o abusiva somministrazione/alternanza di contratti a termine non si trasforma automaticamente in rapporto a tempo indeterminato, ma l'utilizzatore (pubblica amministrazione) può essere chiamato a risarcire il danno presunto (danno comunitario).
  • Eccezioni fondate su fatti sopravvenuti (es. stabilizzazione successiva) non possono essere sollevate per la prima volta in sede di legittimità tramite memoria: quesiti che richiedono accertamento di fatto devono essere trattati nei gradi di merito.
  • La prova della temporaneità o della causale che giustifichi la somministrazione/termine grava sulla parte che invoca la legittimità dell'istituto; l'assenza di tale prova comporta effetti diretti sull'utilizzatore.

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