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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16116/2026 del 04/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per il reato di ricettazione relativa al ritrovamento di un decespugliatore e di una cassa stereo, deducendo: 1) errore di valutazione delle prove e travisamento in relazione alla distinzione fra la sua posizione e quella del coimputato, sostenendo che i beni fossero nella disponibilità dell'altro e non nella sua; 2) omessa valutazione della capacità di intendere e di volere, richiamando documentazione clinica prodotta in dibattimento (diario clinico relativo a un ricovero), che a suo avviso avrebbe richiesto accertamento peritale d'ufficio

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati. Quanto al primo motivo, la Corte ha ritenuto non sussistere alcun equivoco: gli atti dimostrano che i beni di provenienza illecita furono rinvenuti in un appartamento adibito a deposito nella disponibilità del ricorrente e diverso dalla sua abitazione. Quanto al secondo motivo, la Corte ha rilevato che non fu mai richiesta né disposta perizia psichiatrica e che la documentazione medica prodotta si riferiva a uno stato di alcoolismo cronico successivo ai fatti (referto 2019 vs fatto del 2016), per cui non giustificava né imponeva accertamenti d'ufficio né escludeva la capacità di intendere e di volere all'epoca del fatto. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il rinvenimento di beni di provenienza illecita in un immobile 'adibito a deposito' nella disponibilità dell'imputato può costituire elemento sufficiente per ricondurre a lui la disponibilità dei beni e fondare la responsabilità per ricettazione, anche se l'immobile non coincide con la sua abitazione ufficiale
  • La mera produzione di documentazione clinica nel processo non obbliga il giudice a disporre immediatamente perizia psichiatrica d'ufficio: è necessario che la documentazione indichi, in relazione al momento del fatto, elementi tali da rendere probabile un'incapacità di intendere e volere
  • Documentazione medica successiva ai fatti (es. referti relativi a condizioni insorte dopo la commissione del reato) non è in genere idonea a dimostrare incapacità mentale al tempo del fatto e dunque non impone accertamenti d'ufficio
  • In Cassazione i motivi devono essere fondati e non contraddetti da elementi processuali: ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna per spese e sanzioni (es. somma alla Cassa delle Ammende)
  • In fase di controllo della motivazione il giudice di legittimità verifica la congruenza della valutazione probatoria compiuta dai giudici di merito e può respingere censure basate su travisamento della prova quando gli atti documentano chiaramente la situazione dedotta dai giudici di merito

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