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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25967/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva respinto le istanze di affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare e semilibertà. I motivi di ricorso erano: (1) incompetenza del Tribunale di sorveglianza di Perugia per territorio (si sosteneva che competente fosse il Tribunale di sorveglianza di Napoli, luogo in cui era già pendente una istanza antecedente); (2) mancata comunicazione dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale, con richiamo agli artt. 178 e 666 c.p.p.; (3) vizio di motivazione nella valutazione negativa della idoneità del domicilio (ubicato in case popolari indicate come luogo di spaccio) e nella mancata considerazione degli elementi favorevoli del ricorrente quali attività lavorativa, condizioni di salute, fatti risalenti e precedente detenzione domiciliare, e il processo evolutivo della personalità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato, in particolare sul primo motivo relativo all'incompetenza territoriale del Tribunale di sorveglianza di Perugia. Dalla documentazione è risultato che una istanza analoga era già pendente presso il Tribunale di sorveglianza di Napoli (iscritta il 3/6/2019) e, secondo il principio della "perpetuatio jurisdictionis" affermato dalla giurisprudenza di legittimità, la competenza rimane radicata nel giudice presso il quale la domanda era stata inizialmente proposta indipendentemente da successivi titoli esecutivi. Perciò l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Napoli per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 677 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla competenza territoriale; la Corte ha ritenuto fondato il vizio di incompetenza dedotto in virtù del principio della perpetuatio jurisdictionis

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente come norma collegata alla necessità di corretta comunicazione degli atti processuali e fissazione dell'udienza camerale; il motivo è stato dedotto ma la Corte ha risolto prevalendo sulla questione di competenza

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Richiamato in riferimento alla mancata comunicazione dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale; anche questo motivo è stato posto, ma la decisione della Corte si è basata sulla incompetenza territoriale

  • art. 678 cod. proc. pen.

    Richiamato nella sentenza come riferimento alla udienza camerale prevista per le istanze di misure alternative; la pendenza di tale procedimento presso il Tribunale di Napoli ha rafforzato la conclusione sulla competenza

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 22257 del 17/04/2024 (principio della "perpetuatio jurisdictionis")

    Principio applicato dalla Corte: la competenza territoriale del tribunale di sorveglianza, una volta radicata con la richiesta iniziale di misura alternativa, permane anche se sopravvengono successivi titoli esecutivi

Massime di principio

  • Se una istanza di misura alternativa è stata presentata inizialmente davanti a un Tribunale di sorveglianza, quella competenza territoriale resta ferma (perpetuatio jurisdictionis) anche se successivamente sopravvengono altri ordini di esecuzione emessi da procure diverse.
  • In presenza di una precedente istanza pendente presso un Tribunale per le stesse misure, un provvedimento adottato da un diverso Tribunale per sorveglianza può essere annullato per incompetenza e gli atti devono essere trasmessi al giudice originariamente competente.
  • Quando si impugna un ordinanza di rigetto di misure alternative, è strategico documentare e dimostrare la pendenza di eventuali procedimenti anteriori dinanzi a un diverso Tribunale di sorveglianza per contestare la competenza territoriale.
  • Motivi procedurali (mancata comunicazione dell'udienza camerale) e motivi di merito (valutazione del domicilio, lavoro, salute, percorso di rieducazione) possono essere dedotti congiuntamente, ma il giudice di legittimità può decidere il ricorso sulla base del motivo di mera competenza senza entrare nel merito.
  • In caso di ordinanza emessa da giudice incompetente, la Cassazione può annullare senza rinvio e disporre la trasmissione degli atti al giudice competente per accelerare il prosieguo del procedimento.

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