Cassazione Penale, Sentenza n. 33674/2025 del 13/10/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 31/01/2025 della Corte d'appello di Catanzaro che aveva dichiarato inammissibile la dichiarazione di ricusazione nei confronti del G.u.p. dr.ssa Francesca Loffredo. La Corte territoriale aveva ritenuto carente la documentazione richiesta dall'art. 38, comma 3, c.p.p., perché era stato prodotto soltanto la sentenza del giudizio abbreviato e non anche l'ordinanza di stralcio. Il ricorrente contestava tale decisione sostenendo che la sentenza prodotta e il nuovo avviso di fissazione dell'udienza preliminare consentivano comunque di rilevare la coincidenza della condotta fattuale e l'esistenza della restituzione degli atti, per cui la dichiarazione di inammissibilità era viziata da errore percettivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: dall'esame degli atti è risultato che la sentenza allegata e il nuovo avviso di fissazione dell'udienza preliminare erano sufficienti a dimostrare sia l'esistenza del provvedimento di restituzione degli atti relativo al capo 1 delle imputazioni sia l'identità della condotta fattuale. Perciò la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Catanzaro per l'ulteriore corso.
Norme richiamate
art. 38, comma 3, cod. proc. pen.
Richiede la documentazione da allegare alla dichiarazione di ricusazione per consentire la valutazione. La Corte ha ritenuto che, se dalla sentenza e dagli atti prodotti risulta in modo chiaro la coincidenza tra i procedimenti e l'esistenza della restituzione degli atti, non è necessario allegare anche l'ordinanza di stralcio.
art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
Consente il ricorso per cassazione per violazione della legge. La Corte ha ritenuto che vi fosse una violazione di legge per manifesto errore percettivo nella valutazione dell'ammissibilità della ricusazione.
Norma richiamata nella doglianza del ricorrente (in relazione alla disciplina sul giudice). Dalla decisione emerge che la valutazione dell'obiettività dei presupposti di ricusazione deve basarsi sugli atti effettivamente prodotti.
Richiamata nel motivo come riferimento alle regole sulla competenza e sui provvedimenti incidenti; la Corte ha applicato il principio secondo cui la documentazione prodotta deve essere valutata nel suo complesso per verificare la sussistenza dei presupposti della ricusazione.
Massime di principio
- Nella dichiarazione di ricusazione è essenziale produrre documenti che consentano di verificare la coincidenza delle fattispecie e l'esistenza di provvedimenti rilevanti; non sempre è indispensabile allegare ogni atto formale se la prova della coincidenza emerge chiaramente da altri documenti prodotti.
- La Corte territoriale deve esaminare effettivamente i documenti prodotti con l'istanza prima di dichiararne l'inammissibilità per carenza documentale; un rifiuto di valutazione può configurare errore di diritto impugnabile in Cassazione.
- Se dagli atti prodotti risulta in modo evidente la restituzione degli atti e l'identità della condotta contestata, la mancata allegazione di un'ordinanza secondaria (es. ordinanza di stralcio) non determina automaticamente l'inammissibilità della ricusazione.
- In Cassazione la dimostrazione di un 'errore percettivo manifesto' della Corte territoriale può portare all'annullamento senza rinvio quando il fascicolo mostra chiaramente i presupposti che la decisione impugnata ha omesso di considerare.
- Prassi consigliata per il difensore: allegare, oltre alle sentenze, ogni atto che attesti direttamente il collegamento tra procedimenti (ordinanze, avvisi di fissazione, provvedimenti di restituzione) e richiamare esplicitamente nei motivi dove dagli atti emerge la coincidenza fattuale.
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