Cassazione Penale, Sentenza n. 49963/2023 del 15/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente era stato condannato per il reato di cui all'art. 319-quater cod. pen. (induzione indebita a dare o promettere utilità) per avere, in qualità di consigliere comunale, indotto l'imprenditore Pedron Mauro a versare €1.100,00 quale corrispettivo per ottenere l'affidamento in via diretta di lavori di manutenzione stradale dal Comune di Abano Terme. In cassazione il ricorrente deduceva: (1) violazione di legge e vizio di motivazione sulla ritenuta attendibilità intrinseca del testimone assistito Pedron; (2) travisamento della prova circa la tempistica del versamento (sosteneva che il pagamento era avvenuto dopo l'esecuzione dei lavori, dunque senza induzione); (3) omessa valutazione dell'argomento difensivo secondo cui l'attendibilità di Pedron avrebbe dovuto essere valutata solo dopo il suo esame diretto da parte della Corte.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi relativi all'attendibilità del teste, ritenendo che la Corte di appello avesse correttamente valutato l'attendibilità intrinseca di Pedron (personalità, chiarezza, coerenza del racconto, mancanza di astio, presenza di consequenzialità logica e reiterazione delle accuse) in ottemperanza al rinvio dalla precedente sentenza di annullamento. Ha ritenuto infondato anche il motivo relativo alla tempistica del versamento, osservando che le argomentazioni sulla attendibilità del teste e il richiamo alla decisione del Tribunale, che aveva già esaminato e superato le doglianze, travolgevano le censure difensive. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
induzione indebita a dare o promettere utilità
La condotta consistente nell'indurre un imprenditore a dare somme come corrispettivo per ottenere un affidamento diretto di lavori è stata valutata alla stregua del reato previsto dall'art. 319-quater; la sentenza conferma che, quando la prova si fonda sulle dichiarazioni di un testimone assistito, la valutazione della sua attendibilità intrinseca è decisiva per l'affermazione della responsabilità penale
Giurisprudenza di riferimento (citata dalla sentenza)
Sez. 6, n. 16939 del 20/12/2011, De Filippi; Sez. 2, n. 15756 del 12/12/2002, Contrada
Principi consolidati sulla valutazione dell'attendibilità intrinseca del chiamante in correità: il giudice deve motivare con riferimento agli elementi di personalità, coerenza, chiarezza e assenza di motivi di astio; tale valutazione è rimessa al giudice del merito e non è sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata
Massime di principio
- La valutazione dell'attendibilità di un testimone assistito (chiamante in correità) è centrale: se il giudice del merito motiva adeguatamente sulla personalità, coerenza e mancanza di interessi o astio, quella valutazione è difficilmente sindacabile in Cassazione
- Un motivo di ricorso relativo al travisamento della prova sulla tempistica di un versamento può essere superato se la valutazione complessiva della credibilità del teste sostiene la ricostruzione accusatoria
- Se la Corte di cassazione ha ordinato un nuovo esame (rinvio) il giudice di rinvio deve esaminare e motivare specificamente i profili indicati; se lo fa e le sue valutazioni sono congrue, la Cassazione può dichiarare inammissibile il ricorso successivo
- La richiesta difensiva di esame diretto del teste deve essere posta con chiarezza al giudice di merito; l'omessa richiesta o la valutazione negativa, debitamente motivata, non costituiscono di per sé vizio di diritto in Cassazione
- La dichiarazione di inammissibilità comporta sanzioni economiche a carico del ricorrente (spese processuali e pagamento alla Cassa delle Ammende), proporzionate al grado di colpa nella determinazione della inammissibilità
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