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Sentenza

Sentenza del 13/06/2018 n. 4064 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento, liquidazione e controlli - Analitico-contabile -Costi non inerenti - Indebita deduzione Fornitori evasori totali - Legittimità del'accertamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente contestava la legittimità dell'accertamento analitico-contabile con cui l'Amministrazione aveva disconosciuto la deduzione di costi ritenuti non inerenti, documentati da fatture emesse da un fornitore qualificabile come evasore totale, poiché non aveva mai presentato la dichiarazione obbligatoria né versato imposte. La questione riguardava, in particolare, se tali circostanze potessero giustificare il recupero dei costi e l'utilizzo dell'accertamento analitico-contabile.

La decisione

Il ricorso è stato respinto. È stata ritenuta legittima l'attività accertativa dell'Amministrazione finanziaria: la mancata presentazione delle dichiarazioni e il mancato versamento delle imposte da parte del fornitore costituiscono elementi idonei a mettere in dubbio l'effettività e l'inerenza delle operazioni fatturate. Di conseguenza, l'Amministrazione può recuperare i costi indebitamente dedotti mediante accertamento analitico-contabile, fermo restando che la valutazione deve riguardare concretamente la documentazione e l'effettiva esecuzione dei servizi.

Norme richiamate

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54

    La disposizione consente il controllo e la rettifica analitico-contabile della dichiarazione IVA quando gli elementi indicati dal contribuente risultano inesatti o non adeguatamente comprovati. Nel caso esaminato, la posizione anomala del fornitore ha costituito un elemento idoneo a giustificare il recupero delle operazioni contestate.

  • Cassazione civile, sentenza n. 3033/2013

    È richiamata quale precedente a sostegno della possibilità di contestare la deducibilità o detraibilità di operazioni documentate da fatture provenienti da soggetti coinvolti in fenomeni evasivi, quando emergano elementi concreti sull'inesistenza o irregolarità delle operazioni.

  • Cassazione civile, sentenza n. 24271/2015

    È richiamata a sostegno della rilevanza, ai fini dell'accertamento, degli elementi indiziari relativi alla posizione fiscale del fornitore e della necessità che il contribuente dimostri l'effettività, l'inerenza e la corretta contabilizzazione dei costi.

Massime di principio

  • La deduzione di un costo non dipende dalla sola esistenza formale della fattura: il contribuente deve poter dimostrare che il servizio è stato effettivamente eseguito, che è inerente all'attività e che il costo è congruo e documentato.
  • La condizione di evasore totale del fornitore non prova automaticamente che l'operazione sia inesistente, ma costituisce un elemento indiziario significativo che può legittimare controlli e richieste di prova più rigorose.
  • In presenza di fatture emesse da fornitori fiscalmente inadempienti, è opportuno conservare contratti, ordini, relazioni, corrispondenza, prove dei pagamenti e ogni documento utile a dimostrare la concreta esecuzione dei servizi.
  • L'Amministrazione finanziaria può utilizzare l'accertamento analitico-contabile per recuperare costi ritenuti non inerenti o non provati, senza dover necessariamente ricorrere a metodologie induttive o presuntive più ampie.
  • La posizione irregolare del fornitore è un indizio valutabile insieme agli altri elementi del caso; l'accertamento deve comunque essere motivato e fondato su circostanze concrete riferibili alle operazioni contestate.

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