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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15427/2024 del 15/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente denunciava la violazione di legge (artt. 23 e 23-bis Legge n. 176/2020 e correlati) per omissione della Corte di appello nel pronunciarsi sulla richiesta, formulata per iscritto e trasmessa via PEC nei termini, di concessione della sospensione condizionale della pena. In sintesi: la difesa aveva inviato conclusioni scritte contenenti la richiesta del beneficio entro il termine previsto dall'art. 23-bis d.l. 28/10/2020, n.137 (conv. dalla L.176/2020), ma la Corte di appello non si è espressa su tale istanza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato la tempestività della trasmissione delle conclusioni via PEC e l'omessa pronuncia della Corte territoriale sulla richiesta di sospensione condizionale. Ne è conseguito l'annullamento con rinvio limitato alla statuizione omissione sulla sospensione condizionale della pena e rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Firenze per nuovo giudizio su quel punto. Contestualmente la Cassazione ha dichiarato l'irrevocabilità della sentenza quanto alla affermazione della responsabilità penale dell'imputata (quindi la condanna per ricettazione resta definitiva).

Norme richiamate

  • art. 23-bis, comma 2, decreto-legge 28/10/2020, n.137 (conv. dalla L. 176/2020)

    Stabilisce termini e modalità per la trattazione cartolare/trasmissione delle conclusioni via PEC; la Corte ha ritenuto tempestiva la trasmissione delle conclusioni della difesa ai fini della richiesta del beneficio e quindi la domanda doveva essere decisa dalla Corte di merito.

  • art. 23 e art. 23-bis Legge n. 176/2020

    Richiamate come quadro normativo relativo alle modifiche procedurali introdotte dalla normativa emergenziale e alla disciplina dei termini per la presentazione delle conclusioni; qui la ricorrente ha invocato tali norme per dimostrare la tempestività della richiesta.

  • art. 624 c.p.p.

    Applicato per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza in ordine all'affermazione della responsabilità penale dell'imputata: la Cassazione ha reso definitivo l'accertamento di colpevolezza, salvo la statuizione omessa sulla sospensione condizionale.

  • Giurisprudenza: Sez. U, Sentenza n. 22533 del 25/10/2018

    Principio: il diritto all'istanza di sospensione condizionale della pena può essere fatto valere in Cassazione solo se era stato richiesto nel giudizio di merito; inoltre il giudice d'appello deve motivare il mancato riconoscimento del beneficio se le condizioni per concederlo sono presenti.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, Sentenza n. 27886 del 23/06/202? (Andrisani)

    Principio: l'omessa pronuncia sulla richiesta di sospensione condizionale determina annullamento con rinvio quando la sentenza non contiene valutazioni prognostiche sulla recidiva e non vi sono elementi nella cognizione di legittimità utili a decidere sul beneficio.

Massime di principio

  • Se la difesa chiede la sospensione condizionale della pena nelle conclusioni di merito (anche in trattazione cartolare via PEC) e la richiesta è tempestiva secondo art. 23-bis, la Corte di merito è obbligata a pronunciarsi espressamente.
  • L'omessa pronuncia della Corte di appello su una richiesta esplicita di sospensione condizionale, quando nella sentenza non emergono valutazioni prognostiche sulla recidiva, comporta annullamento con rinvio della parte della sentenza relativa al beneficio.
  • Per poter impugnare in Cassazione la mancata concessione del beneficio è necessario che la richiesta sia stata formulata nel giudizio di merito; pertanto la difesa deve sempre inserire espressamente tali istanze nelle conclusioni e conservare prova dell'invio (ricevuta PEC, ecc.).
  • La Cassazione può rendere irrevocabile la parte di sentenza che riguarda la responsabilità penale quando non vi siano vizi su quella statuizione; il rimedio (annullamento con rinvio) può essere limitato alla sola omissione o vizio relativo al beneficio.
  • In situazioni analoghe è utile controllare e documentare la tempestività formale degli atti (termini, modalità di deposito/PEC) perché la regolarità procedurale può condizionare l'ammissibilità e l'esito del rilievo in Cassazione.

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