Ordinanza n. 3634/2026 - Roma, Sezione 5T
per l’annullamento, previa sospensiva - del verbale di disposizione ai sensi dell’art. 14 del d. lgs. n. 124/2004 dell’Ispettorato d’area metropolitana di Roma, protocollo nr. 130672, notificato in data 5.12.2025, che ordina, con termine per l’ottemperanza di 30 giorni, il riallineamento dell’inquadramento al III livello del CCNL Terziario-Confcommercio per n. 10 addetti macelleria attualmente inquadrati al IV livello, nonché l’adeguamento consequenziale degli assetti organizzativi e retributivi nonché di ogni altro atto ad essi presupposto, successivo, consequenziale e/o comunque connesso e, in particolare, di tutti i verbali di accesso ispettivo citati nel predetto verbale di disposizione nr. 130672; - del provvedimento di rigetto per silentium dell’Ispettorato d’area metropolitana di Roma sul ricorso gerarchico del 19 dicembre 2025 presentato da Caffè Trombetta S.p.A. avverso il succitato verbale di disposizione protocollo nr. 130672 notificato in data 5 dicembre 2025 dall’Ispettorato d’area metropolitana di Roma per mancata decisione espressa entro il termine di 15 giorni previsto dalle avvertenze del verbale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: verbale di disposizione ispettiva che ordina il riallineamento dell'inquadramento contrattuale e retributivo di dieci addetti di macelleria, nonché il rigetto per silentium del ricorso gerarchico
Esito
La controversia
La società ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il verbale di disposizione adottato ai sensi dell'art. 14 del d.lgs. n. 124/2004 dall'Ispettorato d'area metropolitana di Roma, con cui era stato ordinato, entro trenta giorni, il riallineamento al III livello del CCNL Terziario-Confcommercio di dieci lavoratori inquadrati al IV livello e il conseguente adeguamento degli assetti organizzativi e retributivi. È stato inoltre impugnato il rigetto per silentium del ricorso gerarchico proposto contro il verbale. L'ordinanza non esamina i motivi di illegittimità dedotti contro gli atti impugnati, poiché rileva una patologia nella notificazione del ricorso a un controinteressato.
La decisione
Il TAR ha rilevato che la notificazione effettuata al controinteressato Stefano Taddei tramite servizio postale non risultava correttamente perfezionata: l'avviso di ricevimento prodotto non conteneva alcuna indicazione delle attività di consegna né la sottoscrizione dell'agente postale. Il Collegio ha quindi assegnato alla parte ricorrente un termine perentorio di quindici giorni dalla comunicazione dell'ordinanza per rinnovare la notificazione nei confronti del controinteressato e un ulteriore termine di dieci giorni per depositare la documentazione attestante il perfezionamento della rinnovata notificazione. La trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio del 24 marzo 2026. Non è stata assunta alcuna decisione sulla fondatezza della domanda cautelare o sui motivi di merito.
Norme richiamate
È la disposizione in base alla quale è stato adottato il verbale di disposizione ispettiva impugnato; l'ordinanza non ne esamina il contenuto né la legittimità.
È la norma richiamata per la notificazione a mezzo del servizio postale; il TAR ha ritenuto non provato il corretto perfezionamento della notificazione per le carenze dell'avviso di ricevimento.
Massime di principio
- Quando l'avviso di ricevimento di una notificazione a mezzo posta non documenta le attività di consegna e non reca la sottoscrizione dell'agente postale, il giudice può ritenere non provato il perfezionamento della notificazione e ordinare la rinnovazione nei confronti del destinatario.
- In presenza di una notificazione non correttamente perfezionata nei confronti di un controinteressato, il giudice amministrativo può assegnare alla parte ricorrente un termine perentorio per rinnovarla e un ulteriore termine per depositare la prova del perfezionamento, rinviando la trattazione della causa.
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