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Sentenza

Sentenza n. 48/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento dell’ordine di demolizione di intervento edilizio abusivo emesso dal responsabile dell’area tecnica del Comune di Scilla, ordinanza -OMISSIS-, registrato al reg. Generale al n. -OMISSIS- protocollato al n. -OMISSIS-, notificato il -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202100344

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione di una veranda/tettoia abusiva lunga 25 metri, sostenuta da 18 pilastri e completata da muri e pannelli laterali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione deducendo, con un unico motivo, che il sopralluogo da cui era scaturito l'accertamento dell'abuso aveva dato luogo a un procedimento penale ancora pendente e che, in assenza di una pronuncia penale di condanna, egli non poteva essere ritenuto responsabile del reato né degli abusi edilizi. Ha inoltre dedotto di non avere la disponibilità dell'edificato, poiché le opere erano sottoposte a sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari, e che tale sequestro impediva l'esecuzione dell'ordine di demolizione.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. La pendenza di un procedimento penale e lo svolgimento delle indagini non paralizzano né condizionano il distinto potere amministrativo di repressione dell'abuso edilizio, poiché la sanzione penale e quella amministrativa operano su piani diversi e tutelano interessi differenti. Una volta accertato l'abuso, l'adozione della sanzione demolitoria ha natura necessitata e contenuto doveroso, senza margini di discrezionalità per l'amministrazione. Anche il sequestro preventivo non incide sulla validità dell'ordinanza di demolizione, ma soltanto sulle sue modalità di esecuzione: il termine assegnato per demolire o ripristinare non decorre finché il bene resta sottoposto a sequestro e inizia a decorrere dal dissequestro, quando l'immobile torna nella disponibilità del privato. La mancata costituzione del Comune ha comportato la decisione di nulla sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La repressione dell'abuso edilizio mediante demolizione costituisce esercizio di un potere vincolato e doveroso una volta accertata l'opera abusiva; la pendenza del procedimento penale non ne impedisce l'esercizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La pendenza di un procedimento penale per un abuso edilizio non sospende né condiziona l'esercizio del distinto potere amministrativo di repressione dell'abuso, poiché i procedimenti penale e amministrativo perseguono finalità e interessi differenti.
  • Accertato l'abuso edilizio, l'ordine di demolizione costituisce un atto vincolato e doveroso, rispetto al quale l'amministrazione non dispone di margini di discrezionalità tali da consentirle di attendere l'esito del procedimento penale.
  • Il sequestro preventivo dell'immobile abusivo non determina l'illegittimità dell'ordine di demolizione: esso costituisce una causa temporanea di impossibilità di esecuzione e comporta il differimento della decorrenza del termine per demolire o ripristinare fino al dissequestro del bene.
  • La tutela del territorio non può dipendere da circostanze estranee al dominio dell'amministrazione; il coordinamento con le esigenze della difesa penale si realizza sul piano dell'esecuzione dell'ordine, non su quello della sua validità.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEfficacia ed esecuzione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiEfficacia ed esecutorietàPrincipio di legalità e tipicità

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